Il Tirreno

Ex calciatore minacciato e rapinato ad Avenza

di Alessandra Vivoli
Ex calciatore minacciato e rapinato ad Avenza

Il giovane che ora fa il personal trainer stava rientrando dalla festa della palestra «Mi ha avvicinato un ragazzo in bici e mi ha strappato il cellulare dalle mani»

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AVENZA. «Mi ha strappato il cellulare di mano, stavo parlando con la mia ragazza e le avevo appena detto. Aspetta, ho un problema. Mi ha chiesto i soldi che avevo in tasca minacciandomi: “Guarda che ho i chiodi in tasca”. Gli ho consegnato 50 euro e solo allora si è allontanato».

Stefano Matteo Soldati, 22 anni, è stato rapinato domenica notte, poco dopo l’una, sul ponte di via Giovan Pietro, nel centro storico di Avenza. Stefano, che ha alle spalle un passato di claciatore nella Prima categoria ligure (e sta ultimando gli studi in Scienze motorie) lavora come personal trainer nella palestra Stay Fit, dietro la Coop ad Avenza.

Domenica sera stava tornando dalla festa della palestra e aveva accompagnato a casa un amico che non si sentiva bene. Poi non se l’era sentita di chiamare il padre, per farsi tornare a prendere a Sant’Antonio, davanti all’abitazione dell’amico, e aveva deciso di rientrare a piedi anche perchè, forte del suo allenamento, quella camminata per lui non era assolutamente un problema.

Tutto è filato liscio fino a quando Stefano non è arrivato sul ponte di Avenza.

«Mi ha avvicinato un ragazzo di colore in bicicletta - spiega il giovane - Mi ha intimato di dargli i soldi, Io in prima battura ho risposto che non avevo nulla. È stata questione di un attimo: mi ha strappato il telefono e ha cominciato a minacciarmi. A quel punto ho pensato che avrebbe potuto avere un coltello, qualcosa in tasca: lui aveva parlato di chiodi. Era buio, il bar sul ponte era chiuso e un grio non c’era davvero nessuno. A quel punto gli ho dato i cinquanta euro che avevo in tasca».

«Mi ha colpito il modo con cui si è allontanato, con tutta calma - conclude Stefano - Aveva cercato di portarmi via anche il cellulare ma quello sono riuscito a farmelo restituire. Però ho dovuto dargli tutto quello che avevo nel portafoglio».

Stefano Matteo Soldati è rientrato in casa con l’amaro in bocca, ma anche con la consapevolezza che, quella notte, non avrebbe potuto fare altro che consegnare i soldi: in giro non c’era nessuno a cui avrebbe potuto chiedere aiuto. Il giorno dopo ha sporto denuncia ai carabinieri che hanno avviato le indagini sull’episodio avvenuto a Avenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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