Il Tirreno

Stazione, i commercianti tentano il rilancio

di Chiara Sillicani
Stazione, i commercianti tentano il rilancio

Manifestazioni e negozi aperti «per dire che anche questo è un pezzo importante della città»

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MASSA. Vero: la concorrenza pesa. E parecchio. Pensare che nel giorno in cui il centro storico è un susseguirsi di iniziative, qualcuno si prenda la briga di percorrere l’intero viale Stazione per aspettare il Natale davanti a piazza IV Novembre è davvero dura.

La manifestazione di ieri pomeriggio, organizzata dall’associazione “Solidarietà e progresso” e sostenuta dai commercianti, è però un segnale e un segnale importante. È la conferma che chi alla Stazione vive e lavora è pronto ad esserci e a contribuire, è un monito ai massesi e all’amministrazione, un modo per dire che la città non si ferma all’Aurelia, non al centro storico, ma si anima di luoghi, di piccole reti commerciali, di persone che hanno voglia di contribuire alla crescita e al miglioramento e, tra quei luoghi, c’è anche la Stazione. Chi lavora da quelle parti lotta perché l’equazione Stazione uguale degrado sia solo passato e lo fa, ormai da un paio di anni, con iniziative, eventi, manifestazioni. In estate e anche in inverno. E se ieri il centro storico è pieno di eventi, i commercianti di piazza IV Novembre non si arrendono, organizzano una raccolta fondi per i terremotati, allestiscono qualche banchetto con piccoli regali natalizi, accendono gli amplificatori. E soprattutto, lasciano aperte le porte dei negozi.

Loro non si arrendono e certo non si arrende Claudia Barletta, la titolare dell’omonima farmacia: «È vero - ammette - la città oggi (leggi: ieri) ospita un evento ogni angolo e attrarre persone è davvero dura, ma io credo che il solo fatto che la strada di fronte alla Stazione è chiusa sia un’evidenza. Segnala che sta accadendo qualcosa, che una manifestazione c’è anche qui. Dobbiamo tornare a far parlare in positivo della Stazione. Io non perso la voglia di provarci, sono ostinata, non ho alcuna intenzione di arrendermi. E devo dire che l’amministrazione ci segue».

Anche se - ammette Claudia Barletta - qualche controllo in più e una maggiore sicurezza sarebbero graditi: «Non è possibile che chi arriva in Stazione alle 20 preferisca che i parenti gli vadano incontro e si preoccupi se, sceso dal treno, è solo. Sui binari la sera succede di tutto». Ma Claudia la speranza ce l’ha eccome. Spera che la Stazione torni quello che era, torni come la ricorda oggi Riccardo Evangelisti, 45 anni e 36 passati al Virgo Cafè. Sì perché il bar che oggi lui manda avanti, proprio di fronte alla piazza, è un’impresa di famiglia, passata dai genitori a lui. Quando Riccardo era bambino alla stazione passava le giornate: «Io in piazza giocavo e venivo, come gli amici, regolarmente ripreso perché calpestavo le aiuole, adesso in quelle aiuole, in cui tiravamo calci al pallone, vedo bivaccare decine di persone». Riccardo chiede controllo certo, ma anche che quel controllo non penalizzi i commercianti e chi alla buona salute della Stazione contribuisce: «Qualche tempo fa in piazza era il caos, abbiamo chiesto l’intervento del Comune. I vigili sono arrivati, ma hanno pure fatto la multa ad automobilisti che non avevano parcheggiato correttamente. Uno di loro era mio cliente». Era, perché da allora la colazione al Virgo Cafè non la fa più.

«Anche la Stazione - è la sintesi di Riccardo - è città, anche questa zona è Massa, la nostra stazione è così piccola che mi pare impossibile non si riesca a controllarla». La Stazione è città e della città - per usare le parole di Federica Sacchelli- è lo specchio e la porta. Federica, titolare del negozio Mondo Sano, è la presidentessa di “Solidarietà e progresso”, l’associazione che ha promosso l’evento di ieri pomeriggio alla Stazione: «Questo era un luogo in cui passeggiare e deve tornare ad esserlo. Noi continueremo a promuovere iniziative perché crediamo che, oltre ad essere occasioni di festa, possano contribuire alla rinascita della zona. Il nostro impegno c’è: abbiamo chiesto all’amministrazione di illuminare, per le festività, le palme della piazza. Non sono illuminate le palme, ma il Comune ci ha fornito gli abeti per decorare l’ingresso dei negozi». Piccoli passi e la volontà ferrea di cambiare. E migliorare.

 

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