Toscana
L’appello da sinistra: stop con la subalternità
Dodici i firmatari di un “manifesto” che si oppone all’attuale maggioranza «Finora il padronato del marmo ha fatto il bello e cattivo tempo: cambiamo»
CARRARA. In vista delle prossime amministrative, un gruppo di cittadini di sinistra ha sottoscritto un appello pubblico. Obiettivo: dare vita a una alternativa di sinistra. Uno il tema chiave, la gestione del pianeta marmo. «È per noi evidente - scrivono fra l’altro - la necessità di un sussulto che delegittimi il centro- sinistra ed il Pd dal governo di questa città, in quanto il peccato originale di questo schieramento politico che prevede, necessariamente, la subalternità alla parte padronale ha causato, a Carrara, un dissesto colpevole che va al di là di qualsiasi immaginazione, come dimostrato anche dalla fallimentare esperienza dell'amministrazione attualmente in carica». Nel documentano ricordano, fra l’altro, che «Dal 1998 il padronato del marmo e particolari gruppi di interesse hanno progressivamente determinato le scelte politico amministrative delle diverse amministrazioni comunali che si sono succedute al governo della città. Il fallimento delle politiche del centro-sinistra è testimoniato, oltreché dall'evidente degrado della città e del suo territorio, anche dal fatto che, nonostante tutti i cedimenti effettuati a loro favore, i padroni del marmo avanzano sempre nuove pretese e giocano con le amministrazioni comunali come il gatto con il topo. Da monti a mare in questi ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo impoverimento ambientale, sociale ed occupazionale determinato da scelte politiche puramente ispirate dal padronato». E aggiungono: «Pensando che Carrara non può e non deve rassegnarsi a subire diktat dai soliti poteri forti, riteniamo che questo stato di fatto non sia, per forza di cose, iscritto nel Dna di questa città. In altri momenti, soprattutto con l'esperienza politico-amministrativa guidata dalla Fazzi Contigli,si sono sperimentate, anche con importanti risultati, pratiche e politiche ben diverse. Pensiamo inoltre che delegare al Movimento 5 Stelle la rappresentanza del malcontento ed, eventualmente, il governo della città non costituisca una soluzione valida. La sinistra ed il civismo progressista possono svolgere un ruolo da protagonisti, schierandosi in prima fila nelle principali lotte di resistenza, come quelle per la proprietà pubblica delle cave, della sanità, della scuola, dei beni comuni come l'acqua e dei servizi essenziali». Questi i firmatari: Vittorio Briganti, Alessandro Aliboni, Guido Cenderelli, Daniele Corsini, Daniele Del Freo, Emilio Mieto Falco, Daniele Orsini, Flavio Pietrini, Dedo Rossi, Antonio Bertusi, Fabrizio Rocca, Fabio Ronconi, Moreno Trusendi.
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