Gioco
Giuseppe e il suo presepe speciale
Ex guardia giurata di 88 anni regala a Marina la natività tutta fatta a mano e esposta “alla finestra”
MARINA DI CARRARA. C’è il pescatore con la canna, che affonda nel laghetto. Il falegname che lavora, le pecorelle e c’è una capanna meravigliosa e tante luci che alle cinque del pomeriggio punteggiano la montagna di carta pesta.
È un presepe curato nei minimi dettagli: lo ha costruito, con le proprie mani, Giuseppe Ghelfi, ex guardia giurata, 88 anni e una grinta e una abilità che non risentono certo dell’età: «Leggo ancora il giornale tutti i giorni e senza gli occhiali».
E, soprattutto, quello di Giuseppe è un presepe “alla finestra” che tutti possono ammirare passando da via Genova, a Marina di Carrara.
«È un mio regalo di Natale, una cosa piccola, mi raccomando esagerate. È solo un gesto»: ci tiene a sottolineare Giuseppe che quel presepe lo ha costruito giorno per giorno «tutto con materiali di scarto, compro solo i motorini e anche la notte mi sveglio per trovare figure nuove da mettere accanto alla capanna».
«Mia nipote un giorno mi ha detto: sono stata a Malta e c’era una strada intera di case con il presepe alla finestra, era uno spettacolo» racconta Giuseppe che è originario di Filetto, in Lunigiana e ha passato gran parte della sua vita nel Lodigiano, a Fombio, dove lavorava come guardia giurata. A Marina di Carrara aveva una cognata, e la casa estiva, acquistata nel 1980 dal 2012, dopo la morte della seconda moglie, è diventata la sua abitazione fissa.
«A Marina mi trovo benissimo - afferma Giuseppe - e proprio per questo ho deciso di fare mia l’iniziativa di cui mi ha parlato mia nipote e, come a Malta ho fatto il mio presepe, per la prima volta alla finestra».
Un dono, quello del signor Giuseppe a Marina di Carrara, che non è passato inosservato. Quando, nel tardo pomeriggio accende le lucine («Ma lo faccio anche prima, se me lo chiedono ne sono ben contento») passare da via Genova e non ammirarlo è davvero impossibile. «È una cosa da nulla - dice con grande dolcezza Giuseppe - Ho tanto tempo libero, una volta ero sempre impegnato, ho fatto il militare in Finanza e poi come Guardia Giurata. La mia prima moglie, madre dei miei figli è morta che aveva trentacinque anni: sono rimasto solo con due bambini da crescere, la piccola aveva 5 anni, il maschietto nove. È stata dura. Ho trovato una donna con cui mi sono accompagnato: mi ha aiutato a crescere i bimbi. Qulache anno fa è morta anche la mia seconda moglie: con lei a Marina di Carrara ci venivamo d’estate, e a novembre tornavamo a Fombio. Da quando lei non c’è più io vivo qui a Marina. E sono stato fortunato, perfino l’alluvione mi ha risparmiato, la mia casa è stata l’unica a non avere l’acqua».
Un uomo di altri tempi Giuseppe Ghelfi. Un signore gentile che prima di congedarci dice: «Ma chi ha segnalato il mio presepe? Che cosa gentile dite di passare che così posso offrigli un caffè o un aperitivo».
Perchè per il signor Giuseppe il presepe alla finestra «é un piccolo gesto». Ma fa tanto bene al cuore.
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