Il Tirreno

«Carrara per noi è fondamentale»

di David Chiappuella

La grande saga del gruppo Grendi-Musso ricostruita nel libro “Il cuore in porto”

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CARRARA. La saga della famiglia Musso (e del gruppo Grendi) e il legame a doppio filo con la marineria apuana.

"Un sognatore logico". "Un imprenditore coraggioso che è sempre riuscito ad introdurre nel suo lavoro innovazioni di rilievo".

Così è stato definito Bruno Musso, presidente del gruppo Grendi, nel corso della presentazione del suo ultimo libro, intitolato "Il cuore in porto" e pubblicato da Mursia, l'editore italiano più importante per il settore della marineria e la storia navale.

All'evento, tenutosi al Club Nautico e moderato dal giornalista Romano Bavastro, sono intervenuti il sindaco Angelo Zubbani, la nuova presidente dell'autorità portuale Carla Roncallo ed il presidente uscente Francesco Messineo. Il volume di Musso, disponibile in libreria da gennaio, parte dal 1828, per raccontare la storia delle famiglie genovesi Grendi e Musso, nati come spedizionieri e divenuti poi armatori, lungo un arco di tempo che coinvolge 8 generazioni, arrivando ai giorni nostri.

A spiegare le ragioni per cui il libro è stato presentato in anteprima assoluta a Carrara, città in cui il gruppo Grendi si è inserito con successo dal 1° maggio di quest'anno, è stata Costanza Musso, figlia di Bruno.

«Carrara -ha ricordato- è un luogo in cui sono avvenuti fatti fondamentali per la storia della nostra famiglia». Il primo è stato il varo, avvenuto l'8 dicembre 1966, della motonave "Vento di Levante", la prima portacontainer italiana, costruita nei cantieri Apuania di Marina per il Gruppo Grendi. È stato con il varo di questa nave, per l'epoca pionieristica, che i Musso si trasformarono da spedizionieri in armatori, avviando una carriera che prosegue con grande successo ancora oggi, dopo 50 anni.

Il secondo motivo è legato al fatto che, sempre a Carrara, il gruppo Grendi ha messo a punto un sistema che consente di imbarcare e sbarcare ben 120 container all'ora.

Dalla scorsa primavera, poi, il gruppo genovese si è insediato nel nostro porto, rompendo il monopolio della Porto Spa ed impiegando a Marina 17 persone.

La presentazione del volume ha anche rappresentato la prima uscita pubblica dell'architetto genovese Carla Roncallo in veste di presidente della nuova Autorità portuale unificata di La Spezia e Carrara. «Questa fusione -ha assicurato la neopresidente- non comporterà nessuna sopraffazione di La Spezia su Carrara, perché è mia intenzione impegnarmi per far crescere sinergicamente entrambi i porti, senza che uno si trovi a dipendere dall'altro».

I temi al centro del volume sono stati approfonditi dallo stesso Bruno Musso. Egli, nato a Genova 78 anni fa, laureato in Economia e commercio, con specializzazione alla London School of Economy, è alla guida del gruppo Grendi dal 1961. Oltre che a Genova e Carrara, l'armatore ha lavorato anche nei porti di Sestri Levante, Vado Ligure e La Spezia.

Consigliere di Confitarma, è stato uno dei padri della riforma portuale del 1994.

Attualmente collabora con il gruppo Siti, per la realizzazione del "Bruco", un sistema di infrastrutture per connettere il porto di Genova Voltri con la pianura padana.

"Il cuore in porto", dunque, oltre a raccontare una saga famigliare lunga due secoli, è un libro che intende riflettere sulle nuove sfide rappresentate dall'epoca in cui viviamo, cioè il secolo della logistica, in cui l'Italia si trova a dover ripensare il ruolo dei propri porti e di tutto il sistema di infrastrutture ad essi collegate.

Riguardo a questo aspetto, sia l'ingegner Messineo che l'architetto Roncallo hanno sottolineato che il porto di Carrara, essendo ben collegato alle proprie aree a terra ed in particolare alla zona industriale, possiede delle caratteristiche uniche, che lo rendono molto diverso da quello La Spezia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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