Il Tirreno

Porto, chiusa l’altra tranche di indagine

Porto, chiusa l’altra tranche di indagine

Si tratta della vicenda relativa ai mezzi che occupavano senza concessione le aree dello scalo

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CARRARA. Due indagini sul porto di Marina di Carrara. Tutte e due concluse.

La prima, si è conclusa poche settimane fa. Sono iscritti nel registro degli indagati Francesco Messineo, Nicola Del Nobile, Luigi Bosi, Andrea Boscolo Cucco e Vittorio Maggiani. Nel mirino della Procura c’è la realizzazione di un terrapieno di oltre tremila metri cubi, prolungamento della banchina Taliercio e denominato Piarda. Secondo la Procura quel prolungamento sarebbe stato realizzato abusivamente e avrebbe determinato una evidente trasformazione urbanistica ed edilizia dei luoghi (contravvenendo al decreto del presidente della Repubblica 380 del 2001). E a quella realizzazione avrebbero concorso, nei rispettivi ruoli, il presidente dell’autorità portale Francesco Messineo, Luigi Bosi che all’autorità è dirigente dell’area tecnico-demaniale e Andrea Boscolo Cucco, legale rappresentante della ditta che, secondo gli inquirenti senza autorizzazione e parere obbligatorio, ha concretamente realizzato l’intervento.

La seconda indagine si è appena conclusa, con altri cinque nomi sul registro degli indagati, quasi tutti già coinvolti nel precedente affaire. Si tratta infatti di Francescfo Messineo, Nicola Del Nobile, Vittorio Maggiani e- questi sono i nomi che non compaiono nella prima indagine - Mario Testati (rappresentante della Ornic Nautica) e Maria Antonietta Landi (consigliere delegato della Porto spa) . Questa tranche di indagine riguarda il maxi sequestro che la procura dispose nell’agosto scorso proprio all’intenro del porto.

La Procura contesta l'occupazione abusiva di suolo demaniale e l'abuso d'ufficio: in sostanza l’Autorità portuale omettendo il controllo delle attività soggette a concessioni e la vigilanza sull’espletamento delle operazioni e sui servizi portuali, avrebbe procurato alle società operanti all’interno dello scalo di pagare un canone demaniale inferiore al dovuto o di non pagarlo per nulla. Nello specifico la Porto spa avrebbe dovuto essere pari a 550mila euro, mentre per le società Ornic Nautica e Dusty Srl è impossibile la quantificazione.

Insomma un altro capitolo della delicata vicenda dell’affaire porto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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