Il Tirreno

Bloccato l’accorpamento delle scuole in Lunigiana

Bloccato l’accorpamento delle scuole in Lunigiana

Marcia indietro dell’Unione, vincono mamme e alunni, niente “fusione” fra le elementari di Albiano Magra e Fosdinovo

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AULLA. Vittoria ieri mattina per i genitori dei bambini che frequentano le scuole elementari e dell'infanzia ad Albiano Magra. Infatti, grazie alla marcia indietro dei sindaci riunitisi in sede di Conferenza per l'istruzione dell'Unione di Comuni Montana della Lunigiana, sono state ritirate le due delibere con cui era stato sancito l'accorpamento delle scuole albianesi con l'istituto comprensivo del Comune di Fosdinovo.

Una decisione che aveva provocato la decisa reazione dei genitori e del corpo docenti, con manifestazioni di fronte al plesso scolastico albianese e una raccolta di firme che, in pochi giorni, aveva raggiunto e superato le 2.800 unità. Una pressione tale che ha convinto i sindaci lunigianesi a fare quella marcia indietro che tutti invocavano, una inversione di marcia resa possibile anche dal contributo della Regione Toscana, collegata in videoconferenza da Firenze con l'assessore alla pubblica istruzione, Cristina Grieco, e presente fisicamente alla riunione della Conferenza dei sindaci con il consigliere regionale Giacomo Bugliani, il quale ha espresso soddisfazione per l'atteggiamento della Regione Toscana, "resasi disponibile ad accogliere le scelte del territorio".

Però, la questione non si è ancora chiusa definitivamente, visto che l'ultima parola spetterà adesso alla Provincia di Massa Carrara – che, visot l’esito del referendum costituzionale non verrà abolita e che proprio in questi giorni ha visto rinnovare le sue cariche – che dovrà recepire la decisione di annullare le delibere, assunta ieri mattina. E dovrà farlo in tempi molto stretti, riunendo il consiglio provinciale entro il 20 dicembre: se non lo farà, l'accorpamento di Albiano Magra con Fosdinovo tornerà all'ordine del giorno, anche se la volontà politica pare quella di tornare allo status quo precedente l'esplosione della querelle, con il Comune di Fosdinovo che potrà continuare ad avere la propria autonomia scolastica grazie alle deroghe rilasciate dalla Regione Toscana, che si è detta pronta a concederla per un altro anno.

Ma quello che conta per i genitori dei bambini è che l'accorpamento sia sfumato ed è stato, ovviamente, grande il sospiro di sollievo che hanno tirato ieri mattina quando è stata proprio la sindaca di Fosdinovo, Camilla Bianchi, nella sua veste di assessore alla pubblica istruzione dell'Unione di Comuni, ad informarli dell'esito della Conferenza per l'istruzione una volta che questa era terminata poco dopo le ore 11. E li ha informati non senza togliersi qualche sassolino dalle scarpe, sottolineando che, a suo dire, «la faccenda è stata strumentalizzata» e facendo notare che «il problema per l'istituto comprensivo di Fosdinovo, che ha meno di 400 bambini, rimane aperto. Pertanto, mi aspetto una soluzione per il mio Comune», concludeva Camilla Bianchi. Considerazioni alle quali si contrapponeva l'evidente soddisfazione dei rappresentanti dei genitori: Adele Ceresoli ringraziava "gli oltre 2mila e 800 cittadini firmatari della petizione", precisando che «non si è trattato di un accanimento contro Fosdinovo», mentre Arturo Andrea Demetrio parlava di "vittoria della democrazia". E sulla questione si esprimeva, attraverso la sua pagina Facebook, anche l'ex sindaca di Aulla, Silvia Magnani, che per prima aveva sollevato la questione nel mondo politico locale quando il "bubbone" era esploso una ventina di giorni fa. "Hanno vinto genitori e insegnanti. Hanno vinto tremila firme. Sconfitta la politica degli accordi contro Aulla. Complimenti di cuore ai genitori ed agli insegnanti!" scriveva ieri l'ex prima cittadina aullese. Una questione che, quindi, dovrebbe chiudersi positivamente per il Comune di Aulla, anche se resta aperta per il Comune di Fosdinovo, che va avanti di deroga in deroga da ormai 8 anni.

Gianluca Uberti

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