Il Tirreno

Paolini: «Si dimetta piuttosto la Nardi...»

di Manuela D'Angelo
Paolini: «Si dimetta piuttosto la Nardi...»

Il referente provinciale di Sel non ha dubbi: «Attacca Volpi perché vuole aspirare alla carica di sindaco nel 2018»

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MASSA. Non sono certo passate inosservate le dichiarazioni dell’on. Martina Nardi dopo il risultato del referendum costituzionale; dichiarazioni in cui la parlamentare Pd ha chiesto, per semplificare, le dimissioni del sindaco di Massa Alessandro Volpi, considerato da lei inadatto al ruolo e colpevole di non aver sostenuto il partito nella battaglia per la riforma. «La Nardi sarebbe credibile- commenta Carlo Paolini di Sel- soltanto se fosse lei a dimettersi da parlamentare, vista la cocente sconfitta al referendum. E' facile pontificare, mentre si sta seduti su uno scranno parlamentare». Paolini, che la Nardi la conosce bene, compagni di partiti (Rifondazione prima e Sel poi) e di battaglie per lunghissimo tempo, artefice della sua elezione alla Camera, assieme a tanti altri militanti, ci spiega che l'onorevole «non essendo assolutamente una stupida» non è solita «parlare per aprire la bocca» e dunque dietro c'è ben altro che la «rabbia o una crisi di nervi da sconfitta» come pensa il sindaco Volpi.

Dietro c'è molta più politica di quanto si possa credere: «Sono autorizzato a pensare- spiega Paolini- che, siccome si avvicinano le politiche e la Nardi ha capito che non ha più possibilità di entrare in parlamento, perché non ci sono le condizioni, allora punti a fare il sindaco di Massa. Peccato che- continua Paolini- abbia perso credibilità nel centro sinistra, passando da un partito all'altro e che dunque abbia perso anche il suo elettorato. Se posso darle un consiglio da amico, si cerchi un posto di lavoro, perché non si vive di sola politica».

Paolini è uno degli uomini più importanti all'interno del centro sinistra provinciale e parla per l'intera Sel: «Mi sono stupito delle dichiarazioni della Nardi contro Volpi e contro alcuni consiglieri comunali del Pd- dice ancora -; mi ha ricordato quel generale pazzo del film di Kubrick, Orizzonti di gloria, che mandava all'assalto soldati che non c'erano più, senza rischiare nulla di personale. D'altronde non è una novità per lei: prima la battaglia senza frutti contro la nomina di Elena Mosti in giunta a Massa, poi il sostegno inascoltato delle primarie a Montignoso, con conseguente spaccatura nel Pd, poi la posizione su Carrara, ancora minoritaria. Insomma, se quando il renzismo era trionfante nessuno l'ha mai seguita, figuriamoci ora che Renzi è perdente su tutta la linea. E' stato più elegante e pacato Giacomo Bugliani- continua Paolini- che si è comunque posto in termini di dialogo».

Dialogo sì, è vero, ma anche il consigliere regionale Pd Bugliani, lo ricordiamo, ha chiesto ancora primarie, soprattutto a Carrara, e rinnovamento: «Sì è vero- risponde Paolini- ma Massa-Carrara ha bisogno di contare di più a livello regionale e Bugliani può aiutaci a farlo. Con lui il dialogo è più aperto. Ciò non significa che accetteremo le primarie a Carrara. Questo lo ha già deciso la coalizione di centro sinistra, confluendo sul candidato scelto dal Pd per le prossime amministrative. Dobbiamo presentarci uniti alla cittadinanza e non con il coltello tra i denti come vorrebbe Martina Nardi; la paura per il Movimento 5 Stelle è sempre più alta: in condizioni di difficoltà politica loro sguazzano e attirano voti. Ci dobbiamo presentare uniti, anche a Massa nel 2018».

Il ragionamento di Carlo Paolini, quindi, si spinge oltre: «Con le sue dichiarazioni- conclude Paolini- la Nardi non ha fatto altro che toglierci tutti i dubbi sulla ricandidatura di Alessandro Volpi alle prossime elezioni. Noi abbiamo sentito il sindaco molto vicino alle nostre battaglie, anche quella referendaria, e crediamo possa continuare per altri cinque anni quello che ha iniziato nel 2013».

Insomma, un messaggio forte e chiaro quello che arriva da Sel: avanti con l’attuale sindaco. Ma l’impressione è che la partita sia ancora lunga...

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