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Leri: «Il Pd vince solo se resta unito in tutta la Lunigiana»

Leri: «Il Pd vince solo se resta unito in tutta la Lunigiana»

LUNIGIANA. Dopo il referendum, e i risultati noti a tutti, gli equilibri all'interno del Pd provinciale non dovrebbero subire contraccolpi di sorta, manifestando l'intenzione di giocare da squadra,...

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LUNIGIANA. Dopo il referendum, e i risultati noti a tutti, gli equilibri all'interno del Pd provinciale non dovrebbero subire contraccolpi di sorta, manifestando l'intenzione di giocare da squadra, con un possibile allargamento a sinistra della coalizione nei quattro comuni lunigianesi che andranno al voto.

Una situazione non di stasi, ma di rilancio che porrebbe il Partito Democratico al centro nella creazione di liste il più possibile allargate per giocarsi la partita a Licciana, Mulazzo, Zeri ed Aulla, tentando di mantenere la leadership nelle prime cittadine e scalzare il centrodestra dalle altre due.

Una missione non certo facile se vengono considerate le dinamiche nazionali e regionali che si stanno muovendo in queste ore, ma secondo Cesare Leri, segretario provinciale del Pd, fattibile se si intende giocare la partita come una squadra: «L'obiettivo in questo territorio - spiega Cesare Leri - deve partire dal fatto di consolidare le realtà dove siamo già al governo e riconquistare quelle che abbiamo perduto e consegnato al centrodestra. Ogni territorio, ogni comune, in totale autonomia, sta cercando i soggetti più adatti che possano dare la certezza della vittoria. Tutto questo deve andare al di là delle contrapposizioni, di visioni diverse all'interno del Pd. Una vittoria è possibile solo se si parte dal presupposto che ci debba essere unità».

Leri lancia un appello a fare fronte comune in questa stagione elettorale, a superare gli screzi che sono nati, ed aumentati diciamolo pure, negli ultimi anni, con l'apice toccato durante le elezioni regionali.

«Sono fermamente convinto - afferma Leri - che ci sia la necessità di superare le divisioni, le amministrative non sono un congresso del partito, ma servono a dare ai cittadini un governo chiaro e preciso. Ci sarà occasione di confrontarsi sulle linee programmatiche da adottare al nostro interno, ma quello è il congresso ed è una cosa ben diversa dalle amministrative. Quando siamo riusciti a trovare una comunione d'intenti ne siamo usciti da vincitori, quando invece ci siamo mostrati divisi abbiamo perso e ne sono a testimonianza i molteplici comuni in Toscana e in Italia».

Il capitale umano c'è e l'apertura verso altre forze di sinistra anche. «Nei quattro comuni al voto ci sono gli uomini e le donne che possono mettersi in gioco per riuscire a puntare alla vittoria. Il modello è quello del centrosinistra di Montignoso, una larga coalizione che possa abbracciare tutte le forze che hanno in comune gli stessi ideali. E' opportuno che anche gli altri partiti siano consci di ciò, l'epoca dei magheggi è finita e la gente ce lo ha detto in maniera chiara attraverso il voto. Le beghe in generale non producono risultati danno solamente modo agli altri di organizzarsi». Una parola d'ordine però traccia un filo rosso in tutto il ragionamento di Leri: chiarezza. «Si vince solamente proponendo ai cittadini un programma chiaro». (c.b.)

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