Toscana
Lettera dai toni minatori alla dirigente del sociale
Una mail alla posta dell’ufficio: «Signora veda di rinnovare qualche borsa lavoro». La Tommasini: è un brutto episodio, se ne stanno occupando i legali del Comune
CARRARA. Una mail indirizzata alla posta, comunale, della dirigente del settore sociale Daniela Tommasini. Poche parole, ma molto significative e un tono che - cosa a cui stanno lavorando i legali di palazzo civico - suona come intimidatorio. «Veda signora di rinnovare qualche borsa lavoro chiave o i nostri amici del Tirreno sono già pronti e tanto altro».
Questo il testo integrale della mail arrivata ieri mattina sulla posta della dirigente. Un riferimento preciso alle borse lavoro, quei “progetti di attivazione sociale” da 390 euro al mese che l’amministrazione, proprio attraverso i Servizi sociali, destina a quaranta persone. E un altro chiaro riferimento anche alla nostra testata: «i nostri amici del Tirreno sono già pronti e tanto altro». Una vicenda di cui si occuperà la polizia postale.
Dottoressa Tommasini quando ha ricevuto questa mail? Si è spaventata?
«La mail mi è arrivato alla posta dell’ufficio, mercoledì pomeriggio. Se mi sono spaventata? Assolutamente no, anche perché, purtroppo non è la prima che mi arriva ma quando lavori nella trasparenza e nella legalità assoluta non hai nulla da temere. Certo è un episodio che fa riflettere e i legali di palazzo civico stanno valutando se ci sono profili minatori per cui fare poi denuncia alla polizia postale. Io personalmente ho notato che si rivolgono a me chiamandomi “signora”, come a voler delegittimare il mio ruolo di dirigente».
Come valuta questa vicenda?
«Bisogna partire dal progetto, quello di attivazione sociale, che è uno strumento efficace e che, sono stata proprio io a portare, a livello economico, da 170 a 390 euro. Ma anche a regolamentarlo prevedendo per ogni caso una durata e rinnovi che non possono essere fatti ad oltranza proprio per permettere a chi vive una condizione di disagio di poter accedere al progetto stesso. È brutto, e questo devo proprio ammetterlo, vedere che si usino certi metodi e certi toni per un progetto che dovrebbe essere importante per le fasce disagiate e certo non oggetto di minacce».
Le erano già state rivolte minacce inerenti al suo lavoro?
«Certo, e purtroppo. Mi sono arrivate lettere come questa anche in passato. Come responsabile dei servizi sociali, non solo io ma anche il mio staff, riceviamo una formazione che ci fa essere pronti anche di fronte a episodi, spiacevoli, come questi».
Nella lettera si fa riferimento alle borse lavoro, ci spiega il funzionamento ?
«Si chiama progetto di attivazione sociale ed e stato inserito anche nelle linee guida del 2016 del ministero del lavoro e delle politiche sociali allegate al finanziamento della carta acquisti Sia. Il sociale ne prevede 40 per 24 mesi rinnovabili. Beneficiari uomini e donne in carico al servizio con importante disagio socio economico. Il beneficiario ha una grande opportunità, il progetto promuove e attiva l’inclusione sociale attraverso l’espletamento di attività semplici. Il tutor del beneficiario viene individuato dal soggetto ospitante, di solito associazioni di volontariato o coop sociali. L’assistente sociale ed il tutor orientano le persone all’attività prevista controllano le presenze e l’acquisizione delle competenze. A fronte del buon andamento vengono erogati 390 euro mensili come contributo. Non è assolutamente un rapporto di tipo lavorativo. Ogni anno vengono rinnovati o cessati. Nulla di sanzionatorio o escludente. Solo il rispetto di un contratto sociale che viene sottoscritto all inizio del percorso. Vi sono anche persone che rinunciano perché trovano lavoro. Questa e la valenza sociale e l’ opportunità che offre tale strategia cioè l’acquisizione di autodeterminazione».
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