Il Tirreno

«Condannate Barani a 3 anni e 6 mesi»

«Condannate Barani a 3 anni e 6 mesi»

La richiesta del procuratore capo Giubilaro nel processo per i rimborsi spese percepiti dall’ex primo cittadino di Villafranca

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MASSA CARRARA. «Condannate a tre anni e sei mesi l’onorevole Lucio Barani, a tre anni e due mesi il dirigente dell’ufficio finanze del Comune di Villafranca Alfio Bragoni e a un anno e dieci mesi, con la concessione delle attenuanti, Fabio Locciola e Franchino Bassignani (assessori della giunta Barani) e Oscar Romiti (consigliere comunale)». Sono queste le richieste del procuratore capo Aldo Giubilaro, dopo una requisitoria durata quasi due ore, al processo che vede il deputato e gli altri quattro imputati alla sbarra con l’accusa di peculato. Giubilaro poi ha ammesso che il reato di truffa assicurativa contestato al senatore è stato prescritto e quindi il collegio (composto da presidente Giovanni Sgambati e dai colleghi Alessandro Trinci e Fulvio Biasotti)non deve tenerne conto. La vicenda è quella dei rimborsi, doppi secondo la procura, dovuti secondo le difese (Barani è assistito dall’avvocato Giampaolo Carabelli): una cifra irrisoria, come ha detto lo stesso procuratore capo (circa diecimila euro), «ma proprio per questo un parlamentare non può chiedere somme irrisorie che tra l’altro non gli spettano. Se uno si vuole sporcare la dignità lo deve fare per qualcosa per cui ne vale la pena».

Giubilaro ha elencato tutti gli episodi in cui il senatore, da primo cittadino di Villafranca, dopo aver pagato di tasca sua pretendeva di essere risarcito: «E Bragoni si accontentava di una documentazione scarna, senza neppure controllare, senza neppure controbattere, come ha detto la corte dei conti in ben due gradi di giudizio». Nella sua requisitoria il pubblico ministero è stato pungente, come quando ha raccontato l’episodio in cui il primo cittadino di Villafranca dopo una riunione a Firenze è andato a mangiare in un ristorante in Lunigiana: «Perché non è tornato a casa? Se voleva cenare poteva farlo pagando di tasca sua e nessuno avrebbe detto nulla». Poi la stoccata a Bragoni che apriva la cassa del municipio: «Non poteva non conoscere la legge, perché era suo compito. Barani era deputato e in questo modo ha preso doppi rimborsi». Come quando nonostante la tessera da parlamentare per viaggiare gratis sui treni Barani aveva acquistato il biglietto salvo poi chiederne il rimborso al Comune. Un comportamento stigmatizzato pure dalla corte dei conti nella sentenza di condanna dell’ex sindaco di Villafranca e del responsabile del servizio economico finanziario del Comune, accusato di aver autorizzato rimborsi non dovuti. I rimborsi spese Barani li ha ottenuti fra il dicembre del 2006 e l’aprile del 2009, quando era contemporaneamente deputato e sindaco di Villafranca. Nel mirino anche le spese per un ricevimento all’ambasciata in Tunisia (nel 2007), tredici trasferte a Roma dal 2008 al 2009, altri 28 viaggi in diverse località (dal 2006 al 2009).

Il presidente Sgambati ha rinviato l’udienza al 16 gennaio per le controrepliche - le difese hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti (vedi articolo a fianco) - e per la sentenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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