Gioco
I ladri si portano via anche il salvadanaio dei nipotini
Due colpi in una notte in un condominio a due passi da via Baracchini, a Partaccia. I ladri fuggono sull’auto rubata, ma per paura di essere identificati, l’abbandonano
MASSA. Per la famiglia Venturini è un rituale: gli spiccioli non si sprecano, la sera si lasciano cadere nella stretta fessura sul pancione del porcellino. Poi a Natale tocca ai nipotini, da anni, colpire il coccio e dividersi il malloppo raccolto dai nonni. Il sogno di comprarsi il giochino tanto atteso: una tradizione che fa famiglia. Tradizione offesa, questo Natale, perché ad infrangere il coccio, a portare via il porcellino dall’angolo della cucina in cui è custodito tutto l’anno, sono stati i ladri. Sono entrati di notte, qualche giorno fa, e non hanno avuto rispetto per la ritualità: si sono presi il salvadanaio, lo hanno lanciato contro un muretto del cortile, hanno raccolto fino all’ultimo centesimo. Hanno lasciato solo un porcellino rotto.
I ladri hanno puntato il condominio “Le Fenice”, in via Compagni, una traversa di via Baracchini e hanno fatto man bassa in due appartamenti. Si sono nascosti nei cortili delle case vicine e, saltando da una recinzione all’altra, hanno raggiunto l’abitazione di Mario Venturini, hanno curiosato tra gli oggetti personali, aperto le borse, frugato nelle tasche dei giubbini, controllato pure nei cassetti della camera matrimoniale. Poi qualcosa li ha spinti a fuggire: «Alle 2 e 40 - racconta Mario - ero in cucina e non c’era segno di nulla, alle 5 del mattino la mia compagna si è svegliata per un forte mal di gola, cercava la borsa, sapeva di aver lasciato lì lo spray antinfiammatorio. È stato allora che si è accorta di tutto. I ladri sono passati dalla finestra: hanno forzato la persiana, perforato con un trapano a mano il legno dell’infisso, dal foro hanno introdotto un ferro sottile con cui hanno forzato la serratura e sono entrati». Si sono portati via i portafogli, i soldi. Il porcellino. E persino l’auto della famiglia, una Fiat Punto: hanno afferrato le chiavi e l’apri-cancello e sono fuggiti. L’auto l’hanno abbandonata in zona stadio, forse temevano di poter essere rintracciati, dal numero di targa. Ma quando sono saliti in macchina, avevano già messo a segno due colpi: non avevano passato al setaccio soltanto la casa di Mario, ma avevano già percorso in lungo e in largo anche quella del giovane Mattia Pucciarelli, nello stesso complesso residenziale. Ventenne, studente, Mattia si è svegliato all’improvviso alle 5 del mattino: «Volevo sapere che ore fossero, ho cercato il cellulare sul comodino, ero certo di averlo lasciato lì, come ogni sera, ma non l’ho trovato. In un primo momento sono rimasto confuso- racconta il ragazzo - sapevo di aver lasciato la giacca sulla sedia, in camera e non c’era più. Ho pensato per un attimo di sognare, poi ho realizzato: la finestra della sala era aperta». Stesso trapano, stesso foro, stessa modalità di azione. E adesso la sensazione che la vita sia stata invasa, la privacy offesa, che il sonno non possa più essere sereno: «Mi hanno rubato un giubbino, il telefono cellulare, lo zaino». Mattia ha ritrovato i suoi libri in cortile. I libri non avrebbero fruttato un centesimo. Poi la fuga al volante dell’auto di Mario Venturini, fino allo stadio. Lì i ladri hanno posteggiato e se la sono data a gambe. I carabinieri, che hanno raccolto le denunce, hanno rintracciato la Punto. «Almeno quella l’abbiamo recuperata e non è poco». L’auto sì, ma il porcellino quest’anno sarà il grande assente alla festa di Natale in casa Venturini.
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