Toscana
E il centrosinistra è un po’ spaccato
Dai risultati della consultazione referendaria contraccolpi sulla politica locale
MASSA. Al voto divisi: a livello nazionale come tra le mura massesi. Il centrosinistra non andrà compatto alle urne per la conferma delle modifiche alla Costituzione e forse anche fra molti elettori di centrodestra ci saranno distinguo e scelte diverse. Inevitabile, quando si tratta di un referendum su uno specifico quesito e non di una consultazione politico. Ma questo voto è in realtà molto politico e dal risultato di domani notte potrebbero dipendere anche molti degli assetti della politica locale. Nel Pd, in particolare, dove la vittoria dei Sì sarebbe inequivocabilmente una vittoria dell’ala renziana del partito (e, viceversa, il prevalare del No sarebbe un risultato a sostegno della segreteria Dem , che renziana non è). E nel partito Dem la spaccatura è evidente. I consiglieri comunali del gruppo Pd sono stati chiamati a sottoscrivere un appello per il Sì lanciato da Ruggero Porta. Hanno risposto in 10 su 16. La segreteria comunale guidata da Adriano Tongiani, così come quella provinciale di Cesare Leri, è formalmente con il “capo” Renzi. Ma nè l’uno nè l’altro hanno fatto campagna per il voto. Anche il sindaco Alessandro Volpi non si è speso molto, al contrario del consigliere regionale Giacomo Bugliani, molto attivo per il Sì.
Ma ci si divide anche tra gli Arancioni dove l’ex sindaco Roberto Pucci si è dichiarato pubblicamente a favore del Sì, mentre la maggior parte del gruppo, a cominciare dalla consigliera Gabriella Gabrielli è schierato per il No. Intanto, Rifondazione è uscita dalla maggioranza per dissensi anche sul referendum. Tutti segnali che indicano che dopo il voto molto cambierà.
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