Gioco
C’è un verme nell’insalata allarme alle elementari
La preside della Saffi: caso isolato. Ma le mamme chiedono più attenzione
CARRARA. Martedì scorso 29 novembre - ma la notizia è trapelata solo nel fine settimana - durante il pranzo una bambina della quinta della primaria Saffi ha trovato un “vermetto” nell’insalata. L’episodio ha fatto scattare le segnalazioni all’ufficio Refezione scolastica e alla Cir, ditta che gestisce il servizio. E ovviamente anche le proteste dei genitori. Più controlli e attenzione durante lo sporzionamento dei pasti a tutela della salute dei bambini. Li chiedono le mamme della primaria Aurelio Saffi dopo che, martedì scorso, durante l’orario di mensa, è stato “avvistato” un verme in una porzione di insalata. A trovare la sgradita sorpresa è stata un’alunna di quinta che, pronta a inforchettare una foglia di insalata, si è vista nel piatto un vermetto vivo. La bambina ha avvisato la maestra che a sua volta ha chiamato le cuoche.
«Il personale è stato ineccepibile. L’insegnante e le cuoche hanno provveduto immediatamente a consegnare il piatto all’Ufficio Scuola che si trova ai piani superiori della Saffi» spiega la dirigente dell’Istituto Comprensivo “Carrara e Paesi a Monte”, Luciana Ceccarelli. Le parole della preside suonano come una replica a distanza agli interventi di alcuni genitori che attraverso i social network hanno protestato perché nessuno avrebbe provveduto a documentare l’episodio scattando una semplice foto al cellulare. Un “testimonianza” non necessaria, lascia intendere la dirigente Ceccarelli, visto che “le prove” sono state consegnate direttamente all’ufficio competente. I genitori, come spesso accade, si sono divisi tra coloro che ritengono l’episodio grave e quelli che, senza fare drammi, hanno colto l’occasione per sollecitare maggiore attenzione.
Le lamentele delle famiglie sono state raccolte dai rappresentanti di classe si sono attivati per chiedere un incontro con l’Ufficio Refezione Scolastica: «Vogliamo solo segnalare questo disguido e aumentare il livello di attenzione… si tratta di piatti che vengono somministrati a bambini, alcuni anche piccoli, quindi serve la massima cautela» ha dichiarato Monica Brozzi, rappresentante dei genitori della classe coinvolta, spiegando che la prossima settimana si terrà un incontro tra i responsabili dell’ufficio comunale e i delegati dei genitori. Intanto, fa sapere la signora Brozzi, all’interno della Saffi è stato effettuato un sondaggio informale, per capire se ci siano stati anche altri episodi: «Pare che sia un caso singolo e isolato. Probabilmente si è trattato di una svista. Sappiamo che ci sono problemi più gravi – conclude la mamma - ma serve più attenzione. Anche nei controlli». La primaria Saffi, lo ricordiamo, ha un'attività didattica organizzata su 28 ore ed effettua il cosiddetto "tempo normale" (in opposizione al "tempo pieno", articolato su 40 ore): i bambini dunque pranzano a scuola un solo giorno la settimana, il martedì appunto. I pasti sono preparati dalla ditta Cir, che gestisce da anni il servizio e che si è vista confermare lo scorso settembre l'appalto. Nel caso della Saffi vengono somministrati pasti precotti, confezionati in appositi cartoni termici, preparati presso le cucine della ditta: la primaria di via Eugenio Chiesa infatti non è provvista di un locale cucina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
