Gioco
Rissa prima del delitto, 5 a giudizio
Sono quattro carraresi e uno spezzino: per due anche il favoreggiamento
CARRARA. Ci fu una rissa, nei momenti precedenti all’omicidio di Jonathan Esposito, nella notte del 27 febbraio 2011. Per quella rissa, la procura aveva chiesti il rinvio a giudizio per sei giovani, quattro carraresi e due spezzini.
Ma uno di essi, Edward Richieri, 29anni, spezzino, è emerso che provò in ogni modo a evitare che la rissa andasse avanti. Insomma, provò a fare da paciere ma non ci riuscì.
Era un suo caro amico, Jonathan Esposito, il ventiseienne spezzino che morì, accoltellato da Davide Tenerani, surfista di Carrara (condannato a dieci anni di reclusione, pena confermata in Cassazione).
Accadde davanti al circoloArci Shake club a Fossamastra: fu qui che si scontrarono ragazzi di Spezia e di Carrara. Richieri però, come detto non prese parte alla zuffa. È infatti stato assolto, dopo il giudizio con rito abbreviato. Richieri, difeso dagli avvocati Massimo Lombardi e Sabrina Romagnoli, aveva scelto questa strategia difensiva, suffragata per altro da una informativa del comandante del nucleo investigativo dei carabinieri, il maggiore Armando Ago, nella quale si evidenziava che lo stesso Richieri aveva provato a dividere i contendenti.
Il giudice per l'udienza preliminare Mario De Bellis ha invece disposto il rinvio a giudizio per Gabriele Alibani, Luca Bogazzi, Mario Solinas e Alessio Calendi. Tra gli spezzini è rimasto quindi soltanto Emilio Briselli.
Il processo per rissa avrà inizio il 23 marzo del prossimo anno.
Il pubblico ministero Maurizio Caporuscio ha invece contestato anche il favoreggiamento a Gabriele Alibani e Alessio Calendi. Secondo le accuse, sono loro che avrebbero aiutato l'omicida Davide Tenerani a "eludere l'attività investigativa".
I due, dopo essersi dati alla fuga assieme all'assassino, avrebbero "disattivato i propri telefoni cellulari". In quei momenti concitati, sarebbero andati a Marina di Carrara a cambiarsi i estiti e a lavare i vestiti sporchi di sangue.
Secondo l'accusa, sarebbe stato Calendi a portarli a casa della nonna dove vennero poi sequestrati.
I familiari di Esposito, assistiti dagli avvocati Luigi Fornaciari Chittoni e Cesare Bruzzi Alieti, seguono con particolare l'iter processuale.
Il ricordo di Jonathan è ancora tra gli amici e le persone che lo conoscevano.
Ilcollegio difensivo degli imputati è invece formato dagli avvocati Franco Perfetti, Luca Pietrini, Giuseppe Del Papa, George Claude Botti ed Emanuele Cucchi.
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