Gioco
Esumano la salma senza i parenti: arriva la polizia
La figlia era al cimitero di Mirteto, ma non è stata fatta avvicinare: «Io e mia madre aspettavamo da mezz’ora. Inammissibile»
MASSA. A quel momento delicato che avrebbe ravvivato il dolore della perdita, ma anche la forza dei ricordi, lei e sua madre volevano essere presenti. Il Comune le avvisa con tanto di comunicazione a casa e loro decidono di esserci. Considerano la presenza un dovere morale e un atto di affetto per chi è stato protagonista della loro vita e se n’è andato a soli 47 anni.
Così ieri mattina Annamaria Simi, con la madre, si presenta in anticipo al cimitero di Mirteto: l’estumulazione del padre è fissata per le 10, ma lei alle 9 e 30 è già al campo 3. All’estumulazione, però, Annamaria e la mamma non potranno assistere nonostante siano presenti e, a far chiarezza sull’accaduto, al cimitero di Mirteto, arriva la polizia.
«Siamo arrivate prima - Annamaria ricostruisce l’accaduto - e ci siamo avvicinate all’area in cui si trovava la tomba di mio padre, ma un addetto ci ha invitato ad allontanarci per ragioni di riservatezza. Ci ha spiegato che stavano effettuando le operazioni di estumulazione di un altro defunto». Così madre e figlia si allontanano e attendono di essere convocate al campo 3. Passano i minuti e nessuno le raggiunge, alle 10 è Annamaria a farsi avanti: per quell’ora è prevista la sua convocazione e l’estumulazione del padre. Si presenta al campo 3 con sua madre e lì l’amara sorpresa: «Signora - mi sono sentita dire - il corpo di suo padre è già stato estumulato e in questa cassetta sono stati raccolti i resti ossei. Mi madre è rimasta raggelata, immobile, io ho dato in escandescenze. Stavamo aspettando dalle 9 e 30 e alle 10, orario fissato dal Comune, tutte le operazioni erano già state effettuate?». Annamaria è sconvolta: «Questa è una mancanza di rispetto nei confronti dei defunti e dei loro familiari. Ho considerato il comportamento così grave da chiamare la polizia e pretendere che verbalizzasse quanto accaduto. Oltretutto - aggiunge - la teca in cui erano stati raccolti i resti ossei di mio padre era senza alcuna etichetta, senza indicazione di nome. È intollerabile». Ancor di più - spiega Annamaria - se si pensa a quanto viene chiesto alla famiglia dei defunti: «Per far cremare i resti di mio padre, dobbiamo pagare. Ma dobbiamo pagare anche per inserire le sue ceneri in un ossario già di famiglia: 60 euro per la manodopera di chi avvita e svita l’ossario, 150 per una non meglio precisata tassa. Poi accadono cose del genere...».
Gabriele Carioli, assessore con delega ai servizi cimiteriali, assicura che sarà fatta chiarezza sull’accaduto e si scusa con la famiglia Simi, impegnandosi ad evitare che episodi del genere possano ripetersi.
Chiara Sillicani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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