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Zubbani: gli industriali frenano ogni forma di regolamentazione

Zubbani: gli industriali frenano ogni forma di regolamentazione

CARRARA. «Non siamo all’anno zero, molto è stato fatto ma dobbiamo procedere con più forza e impegno. Dobbiamo aggiungere qualcosa, anche di innovativo perché la repressione, da sola, non basta e...

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CARRARA. «Non siamo all’anno zero, molto è stato fatto ma dobbiamo procedere con più forza e impegno. Dobbiamo aggiungere qualcosa, anche di innovativo perché la repressione, da sola, non basta e serve un cambiamento culturale collettivo». Con il volto visibilmente segnato dal dolore, appena terminato l’incontro con la famiglia di Mauro Giannetti, il sindaco Angelo Zubbani si è rivolto così alla piccola platea che aspettava lui e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in una saletta di Palazzo Civico, per fare il punto all’indomani dell’ennesima morte in cava. Davanti ai rappresentanti dei sindacati, alla delegazione della Lega dei Cavatori e a Maura Pellegri, responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest, il primo cittadino ha voluto sottolineare la reazione positiva della città: «Ho visto da parte di tutti un senso di responsabilità, una reazione contenuta e rispettosa…e questo non può che aiutare». Le parole più dure, Zubbani, le ha riservate al mondo degli industriali. «Il rapporto con le imprese è la cosa che più mi lascia l’amaro in bocca sul finale di questa mia esperienza alla guida della città» ha dichiarato il sindaco, ricordando gli oltre 100 contenziosi legali in essere tra municipio e imprese del marmo, e accusando queste ultime «di aver resistito a ogni forma di regolamentazione, dalle tariffe alla legge regionale». Secondo il primo cittadino, «a fronte dei tanti annunci, dalla società per il riutilizzo delle scaglie alla fondazione culturale, quando chiedo di illustrare i dettagli di questi progetti, sicuramente meritevoli, dicendoci quanti posti di lavoro creeranno o quanti soldi investiranno... le risposte non sono così chiare». I rappresentanti delle parti sociali, dal canto loro, hanno colto subito la palla al balzo per avanzare alcune proposte: «A volte nelle cave piccole, quelle con il marmo meno pregiato, si forzano i ritmi per trovare il filone buono. Facciamo un consorzio delle cave, un marchio del marmo di Carrara, in modo da tutelare le attività minori, distribuire la ricchezza e garantire maggiore sicurezza» ha proposto Giacomo Bondielli di Filca Cisl. «Le imprese del mondo dell’escavazione sono ricche, qualche migliaio di euro di sanzione per una norma violata non spaventa nessuno… blocchiamo concessioni e autorizzazioni a chi viola le leggi sulla sicurezza» ha rilanciato Roberto Venturini, di Fillea Cgil. Una stoccata al governo centrale, invece è arrivata dal segretario provinciale della Cgil, Paolo Gozzani, che accennando alla circolare Inps numero 139, quella che riduce il ricorso alla cassa integrazione in caso di maltempo: «In un contesto così difficile come quello delle cave, bisogna evitare che chi legifera approvi norme che vanno in senso diametralmente contrario alla direzione che abbiamo intrapreso».(c.ch.)

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