La manifestazione
Rossi: «Bisogna fermare la mattanza»
Il presidente rivendica: «La task force la stiamo mettendo in piedi». E ipotizza il ritiro delle concessioni
FIRENZE. Era intervenuto chiamandola «carneficina», dopo la tragedia sul lavoro di maggio, ora è tornato a definirla «mattanza». Sulla strage dei lavoratori del marmo usa parole che non lasciano spazio a dubbi sulla sua volontà di risolvere il problema, il governatore Enrico Rossi. E ci tiene a specificare che dalle parole si è già passati ai fatti. Ma serve tempo.
«Ho un impegno personale su questa vicenda. Per mettere in funzione la task force, com’è stato anche per Prato, occorrono diversi mesi. Il personale va formato, intanto abbiamo attinto dall’elenco a disposizione». Il progetto prevede di aggiungere 50 uomini ai 7 attualmente in forza al personale Asl. «La scorsa settimana abbiamo fatto una riunione anche con la dottoressa Pellegri. Andremo avanti, se possibile d’intesa con gli industriali, se non è possibile da soli, per fare le linee guide che servono a presiedere ai protocolli della sicurezza del lavoro». La scorsa settimana c’è stata anche una riunione con sindaci e forze sociali sul tema.
Definita la strategia si stanno schierando le forze «Per ora - ricorda il presidente - dieci tecnici, selezionati con concorsi precedentemente svolti, sono già operativi. Estar sta svolgendo i nuovi concorsi per l'assunzione di geologi e ingegneri, che saranno al lavoro in un paio di mesi. Arriveremo così, a breve, alla composizione di un'unità di lavoro di circa 30 professionisti della sicurezza in cava».
«Abbiamo approvato anche il progetto ambiente – continua – quello sul dissesto idrogeologico e aumenteremo tutte le misure di sicurezza e i controlli per assicurare il rispetto e l'attuazione del Testo Unico».
Nel ragionamento del presidente c’è anche la fase successiva, che guarda all’articolo 21 della legge regionale 35. «Il sindaco davanti a precise prescrizione della Asl può sospendere l’attività in cava, se i gestori della cava non rispettano le prescrizioni il sindaco la pòuò recovare». È da qui che si riparte al prossimo giro, non appena la Asl avrà fatto i rilievi si procederà a sollecitare il sindaco a sospendere o recovare la concessione. «Il dettato della legge va applicato nella sua interezza», conclude Rossi.
Libero Red Dolce
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