Il Tirreno

L’affaire del Porto: concluse le indagine Cinque gli indagati

L’affaire del Porto: concluse le indagine Cinque gli indagati

Per Giubilaro prolungata una banchina senza autorizzazione La procura a tre persone contesta anche l’abuso di ufficio

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Sono cinque gli indagati per l’affaire delle banchine del porto, ai quali è stato recapitato, dalla procura, l’avviso di garanzia e contestualmente l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Un’inchiesta delicata, quella sul porto, portata avanti dal Procuratore capo Aldo Giubilaro. Sono iscritti nel registro degli indagati Francesco Messineo, 48 anni di Salerno; Nicola Del Nobile originario di Manfredonia, 62 anni; Luigi Bosi, pisano del 1953; Andrea Boscolo Cucco, trentaduenne di Chioggia e Vittorio Maggiani, carrarino sessantenne. Nel mirino della Procura c’è la realizzazione di un terrapieno di oltre tremila metri cubi, prolungamento della banchina Taliercio e denominato Piarda. Secondo la Procura quel prolungamento sarebbe stato realizzato abusivamente e avrebbe determinato una evidente trasformazione urbanistica ed edilizia dei luoghi (contravvenendo al decreto del presidente della Repubblica 380 del 2001). E a quella realizzazione avrebbero concorso, nei rispettivi ruoli, il presidente dell’autorità portale Francesco Messineo, Luigi Bosi che all’autorità è dirigente dell’area tecnico-demaniale e Andrea Boscolo Cucco, legale rappresentante della ditta che, secondo gli inquirenti senza autorizzazione e parere obbligatorio, ha concretamente realizzato l’intervento. In questo modo - rincara la Procura - sarebbe stato alterato lo stato del paesaggio, contravvenendo anche al decreto legislativo che lo norma (424).

Le violazioni sulla normativa in materia edilizia e paesaggistica vengono contestate, in concorso con Messineo, anche a Vittorio Maggiani, responsabile operativo delle aree portuali per conto della società “Porto di Carrara Spa”.

Ma la procura ipotizza anche il reato di abuso di ufficio che contesta a Messineo, a Bosi e a Nicola Del Nobile, segretario generale dell’autorità portuale. I tre - motivano gli inquirenti - avrebbero “esercitato abusivamente i poteri attribuiti dalla Legge”, avrebbero “procurato intenzionalmente alla cooperativa San Martino (ditta che ha realizzato il terrapieno ndr) e alla società “Porto di Carrara spa” l’ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nella realizzazione dell’area (il terrapieno, appunto ndr) e nell’aver ricavato la società Porto di Carrara, da detta utilizzazione, un utile, quanto al solo anno 2015, pari a 95.006 euro». In particolare Bosi avrebbe rilasciato “abusivamente il nulla osta per l’esecuzione dei lavori”, Del Nobile avrebbe invece rilasciato, sempre abusivamente, un nulla osta, secondo gli inquirenti senza data, necessario alla porto di Carrara Spa per svolgere attività commerciali nell’area della Piarda. Attività commerciali che - ipotizza l’accusa - sarebbero state ulteriormente favorite da due delibere del presidente Messineo il quale avrebbe anche emesso un’ordinanza ad hoc per modificare il regolamento dei servizi portuali e consentire che la Piarda fosse utilizzata dalla Porto per il deposito e la movimentazione di materiale lapideo. Insomma - per sintetizzare - secondo la procura gli indagati, ciascuno per le proprie competenze e con diversi profili, avrebbero consentito la realizzazione di un terrapieno senza autorizzazioni e ne avrebbero poi permesso l’utilizzo a fini commerciali. Le indagini sul terrapieno, sono state condotte dal procuratore capo Aldo Giubilaro e ieri sono stati informati della conclusione delle indagini i cinque indagati. Adesso, entro 20 giorni dalla notifica, hanno la possibilità di presentare memorie, produrre documenti, depositare materiale relativo ad eventuali investigazioni del difensore.

Chiara Sillicani

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini