Il Tirreno

I sindacati: sciopero per otto ore

di Libero Red Dolce
I sindacati: sciopero per otto ore

Venturini (Fillea Cgil): «Non ci sono più parole, fermarsi e fare i controlli in cava»

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CARRARA. Asciugare le parole, almeno quelle, in un giorno bagnato dalle lacrime. Hanno scelto poche frasi per proclamare lo sciopero di domani le tre sigle sindacali confederali. «Dopo l’ennesimo incidente in cava – scrivono nel volantino che pare listato a lutto – ormai non ci sono più parole, intanto ci dobbiamo fermare e solo dopo decidere cosa fare. Nell’esprimere il più sentito cordoglio alla famiglia di Mauro, invitiamo i cavatori ad astenersi dal lavoro e ad aderire allo sciopero».

Otto ore, quest’oggi, perché non si può lavorare dopo una tragedia così. Un altro verrà organizzato in concomitanza con i funerali. Oggi non ci saranno manifestazioni né sono previste assemblee, solo un incontro all’obitorio. Per fare sentire che ci sono, per salutare e fare le condoglianze alla famiglia di Mauro Giannetti.

Cordoglio arriva anche dal segretario Failclea Confail Cobas Marmo Dino Novembri: «Ci ritroviamo per l'ennesima volta a piangere la morte di un compagno di lavoro travolto da una frazione di marmo staccatasi dal monte . Un padre di famiglia lascia moglie e prole in arrivo, un esperto lavoratore di 46 anni viene tradito dal monte dove quotidianamente esercitava la sua funzione di cavatore».

«Non ci sono più parole – afferma Roberto Venturini (nella foto) di Fillea Cgil – qui bisogna fermarsi, fare un ragionamento e ripartire se è il caso. Bisogna controllare le cave, vedere se ci sono le condizioni per l’estrazione e poi continuare. Altrimenti ci si ferma. Stiamo tornando al secolo scorso. Se fosse un morto ogni dieci anni si potrebbe parlare di incidenti, ma qui siamo a sette morti in due anni. È chiaro che c’è qualcosa che non va».

Sulla stessa linea il segretario Cgil di Massa Carrara Paolo Gozzani: «. Ci sono luoghi di lavoro dove non si rispettano i requisiti minimi per la sicurezza e ci sono lavori dove il rischio è molto alto. Per salvare il lavoro e la vita dei lavoratori quando mancano i requisiti di sicurezza bisogna avere il coraggio chiudere le attività fino al ripristino non del minimo, ma del massimo di sicurezza possibile. ».

Critico sulle misure adottate in cava in materia di sicurezza il segretario della Cisl Andrea Figaia: «Dopo le roboanti dichiarazioni in materia di sicurezza sul lavoro riguardanti le cave di marmo delle Apuane, a d oggi non ci risulta che ci siano in merito cambiamenti sostanziali. Attendiamo le assunzioni promesse ed i conseguenti controlli. E i droni? Rimaniamo come sempre disponibili se chiamati, ma la situazione non può essere affrontata “di morto in morto” come sembra stia accadendo da un paio d’anni a questa parte».

Di fronte a sindacati e lavoratori ci sono sfide importanti in tema di sicurezza sul lavoro, a partire da quelli sulla cassa integrazione in caso di maltempo. «In quella cava non c’erano lavoratori sindacalizzati – spiega Venturini – è una realtà familiare. Ma la sicurezza è un bene da tutelare per tutti quanti».

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