Il dolore
E l’ufficio cave ha una sola jeep
I dipendenti sono 8 più 2 geometri della Progetto Carrara Ma i nuovi assunti sono amministrativi e non tecnici
CARRARA. Sono in 8. A dar loro una mano sono arrivati due geometri della Progetto Carrara, hanno un dirigente che li coordina e circa un’ottantina di cave attive da passare al setaccio. E per farlo, una sola jeep. Se qualcuno la prende il mattino, nessun altro può sperare di salire al monte perché senza jeep sotto le bancate davvero non ci si va. Eppure le cose stanno proprio così: l’ufficio cave di jeep ne ha una. Punto. È aumentato il personale, ma i mezzi proprio no.
È aprile quando a Cava Antonioli, nel bacino di Colonnata, duemila tonnellate di marmo precipitano su Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli. È allora che la lente di ingrandimento finisce puntata sul sistema dei controlli: chi fa che cosa, quanto il personale addetto, quanti i sopralluoghi, quanti i mezzi. La mappa e la filiera dei controlli: le competenze dell’Asl sulla sicurezza, quelle del Comune su procedure autorizzative, piani di coltivazione, conteggi sul valor medio e sulle entrate dal marmo.
Ad aprile all’ufficio cave di Piazza Giugno 2 al lavoro ci sono 5 dipendenti e un dirigente. Le cave censite sono 120, un’ottantina quelle attive. Il rapporto è pesante. C’è, però, l’impegno, a tutti i livelli, dalla Regione al Comune, per aumentare uomini e mezzi. E, in effetti, l’organico dell’ufficio cave si fa più nutrito: non più 5 dipendenti, ma 8. A garantire rinforzi arriva anche la Progetto Carrara: distacca due suoi dipendenti, entrambi geometri, all’ufficio cava. Più personale, sì - ma parola di Antonino Criscuolo che quell’ufficio lo dirige - i dipendenti sono in gran parte amministrativi. Gente che smazza le pratiche, che segue i procedimenti per le autorizzazioni, che fa verifiche su quanto dovrebbe e quanto realmente entra, dalle cave, nelle casse del Comune. Sono soltanto un paio - e uno di loro non è a pieno servizio - quelli che, invece, salgono in cava, anche perché se a mettere gli scarponi ogni mattina per andare al monte fossero più persone, beh poi con quegli scarponi si ritroverebbero in ufficio visto che di jeep ce n’è una e una sola. «L’incremento di personale - ammette il dirigente c’è stato, anche se ha riguardato - riconosce - più gli amministrativi che non i tecnici». Al monte - assicura Criscuolo - gli uomini dell’ufficio cave salgono eccome, ma non ogni mattina. Per farlo - chiarisce il dirigente - «servirebbe almeno un altro tecnico». Chi raggiunge le cave lo fa soprattutto per verificare la corrispondenza tra il piano di coltivazione (il progetto di lavorazione in cava ndr) e la reale coltivazione: «Di controlli ne abbiamo fatti molti anche nell’ultimo periodo e abbiamo elevato diverse sanzioni». Multe pesanti che vanno da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 50.000. Sono state rilevate difformità tra piano di coltivazione e lavorazioni in cava, non sono state, invece, individuate cave - almeno nell’ultimo periodo - in cui si lavori senza autorizzazione.
Tanti amministrativi, quindi, una solo jeep e l’impegno massimo - garantisce il dirigente - per fare controlli. Certo non sulla sicurezza che è competenza dell’Asl, ma sul rispetto delle prescrizioni previste dagli atti autorizzativi e dai piani. Perché quel rispetto della sicurezza in cava è precondizione. I controlli - aggiunge Criscuolo - ci sono, nella grandi e nelle piccole cave: «Non è possibile affermare che irregolarità si rilevino più nelle cave grandi o in quelle di dimensioni ridotte. Il rispetto delle prescrizioni e dei piani dipende dall’imprenditore e non dalle dimensioni della cava.
Certo - aggiunge il dirigente - le modalità del lavoro cambiano in base alla dimensione della cava e al numero dei dipendenti. Nell’azienda piccola l’organizzazione del lavoro è minima, ma è altrettanto vero che i cavatori lavorano insieme, insieme svolgono le varie operazioni e questo garantisce un controllo reciproco». Gomito a gomito.
Impossibile generalizzare, quindi. Certo i controlli a tappeto garantirebbero maggiori standard di sicurezza anche laddove quegli standard non sono altissimi. Dieci uomini forse possono bastare, una jeep no.
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