Il Tirreno

L'intervista all'assessore Coppola: «Solo la “carrarinità” può rilanciare una città deserta»

di Alessandra Vivoli
L'intervista all'assessore Coppola: «Solo la “carrarinità” può rilanciare una città deserta»

Tour fra fondi sfitti e negozi chiusi. «Puntiamo sull’Accademia per ripopolare il centro storico».E promuove due locali del centro

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CARRARA. «Il rilancio di Carrara? Ricominciamo da qui».

Indica l’Accademia di Belle Arti l’assessore alle Attività produttive Riccardo Coppola. E da piazza Mazzini comincia il nostro tour nel cuore della città visto con gli occhi di un rappresentante dell’amministrazione, un addetto ai lavori. Un tour fra fondi sfitti (tanti), progetti (mirati) e, su tutto, un grande amore per la bellezza di una Carrara baciata dal sole.

«Fondi vuoti? Abbassiamo gli affitti». Via Santa Maria: una sequela di cartelli: vendesi, affittasi, cedesi attività.

Via Ulivi: tante saracinesche abbassate. E ancora in via Cavour e in piazza Alberica: i fondi sfitti punteggiano il circuito dello shopping cittadino.

Riccardo Coppola cammina insieme a noi nelle strade del centro, piene di quelli che un tempo erano negozi, macellerie, botteghe e che adesso sono spazi vuoti e abbandonati.

«Il problema esiste - ammette Coppola- e esiste da anni. Credo che sia il momento di fare una valutazione serena: i proprietari dei fondi devono ridurre i prezzi degli affitti per fare ripartire la città. È uno sforzo che, fino ad oggi hanno fatto in pochi ma dal quale non si può più prescindere per fare tornare a investire a Carrara».

«Questa non è una città per giovani». Per l’assessore Coppola i locali, i negozi e le attività che funzionano a Carrara ci sono. Ma quella che è da migliorare è l’offerta, le attrattive per i giovani.

«Quella che manca - commenta - è una proposta importante per il pubblico più giovane, quello che, anno dopo anno, si è allontanato dalla città. E non servono solo negozi, questo sarebbe riduttivo, c’è bisogno anche di locali capaci di attrarre i nostri ragazzi».

«Ripartiamo dall’Accademia di Belle Arti». L’assessore Riccardo Coppola non ha dubbi.

«Cominciamo da qui, dall’Accademia - sottolinea - è il punto di forza per ipotizzare un ripopolamento di una Carrara che nel tempo si è sviluppata sempre più verso il mare, lasciando vuoti il centro storico e i paesi a monte. L’Accademia di Belle Arti, o meglio i suoi studenti, rappresentano il 10% della popolazione residente». «Ecco perché - continua Coppola - condivido appieno il pensiero del nuovo presidente dell’istituto di Belle Arti, Giancarlo Casani: è necessaria maggiore attenzione ai corsi di scultura, alla collaborazione fra privati e amministrazione, alla creazione di master per gli studenti stranieri: tutto nella logica di dare nuova linfa e nuove energie all’Accademia».

«Puntiamo sull’identità di Carrara». Marmo, prodotti tipici e “carrarinità”. Questo per l’assessore Coppola il valore aggiunto di una città che, assicura, «ha tutte le potenzialità per rilanciarsi».

«Cominciamo col dire che il commercio, in tutta Italia sta vivendo un momento difficile - spiega Coppola - Non esistono formule magiche ma Carrara ha un Dna su cui investire, una identità fatta di marmo, inteso come artigianato e design. Ma anche di prodotti tipici e di uno stile che unisce cultura e anarchia».

«I modelli? Cibart e il FuoriPorta». Per l’assessore Coppola c’è chi lo spirito carrarino lo ha saputo rappresentare appieno. E fa il nome di due locali: «Cibart, in piazza Alberica, ha saputo coniugare la proposta dei prodotti tipici reinterpretandoli in modo nuovo, con uno stile legato al Dna di Carrara - spiega - Il Fuoriporta, in piazza Battisti, è riuscito, nel tempo, a creare la formula delle serate carraresi, coinvolgendo i clienti, dando una idea di locale di riferimento, in cui si possono incontrare gli artisti, bere e sentire musica».

Insomma due “promozioni” con lode per un assessore che non ha paura di sbilanciarsi.

 

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