Il Tirreno

«Questo Natale magico è un regalo alla città»

di Chiara Sillicani
«Questo Natale magico è un regalo alla città»

I commercianti: il primo obiettivo non sono i guadagni

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MASSA. La nota fuori dal coro non c’è perché un massese che di fronte a tanto affaccendarsi, di fronte ad una città che si veste a festa, storca il naso proprio non si trova. La crisi morde, il portafoglio si assottiglia, le vacanze sono un miraggio e allora, se a Natale a Massa c’è da rimanere, meglio farlo in una città accogliente e piena di idee. Tra luci, nastrini e una miriade di eventi. Massima accoglienza per chi si concede un giro magari con tanto di pausa shopping, occasione da non perdere per chi di commercio vive.

Anche se - parola del Centro commerciale naturale - il primo obbiettivo degli eventi natalizi, oggi al via ufficiale, non è l’affare, non il ritorno economico, piuttosto l’immagine di una città che sa vivere e farsi vivere. Perché è quell’immagine il primo biglietto da visita, la migliore campagna promozionale. Stefania D’Ancona, titolare del Caffè Ducale, sotto il Comune, le maniche, insieme al marito Paolo e ai colleghi del Ccn, se l’è rimboccate: allestimenti, addobbi, nastri e nastrini, ha collaborato a realizzare la Casa di Babbo Natale e gli eventi che da oggi fino al 6 gennaio animeranno il centro. Gli eventi natalizi - Stefania ne è certa - sono diventati tradizione, «i massesi li aspettano e se li aspettano, è il regalo del Ccn alla città. Magari il lavoro dei commercianti, le intere nottate passate ad allestire rimangono nell’ombra, ma l’importante - Stefania di dubbi non ne ha - è contribuire ad una città più bella. È un gesto che facciamo con il cuore». Regalo alla città, ma l’incremento del lavoro c’è: «È innegabile - ammette Stefania - e molti clienti vengono da fuori, tantissimi da Carrara». Perché una città bella diventa attrazione.

Le fa eco Cristina Piccinini, titolare delle Coccole e membro del direttivo del Ccn:« L’incremento del lavoro non è il nostro primo obbiettivo - rafforza il concetto - perseguiamo un altro fine, quello di ricreare una dimensione serena di città. Il nostro non è un Natale fatto in serie, sfugge alla ripetitività. L’aumento del lavoro non è la finalità, ma la conseguenza». Una conseguenza, ma innegabile: «Qui a Natale lo scorso anno - racconta Cristina - è arrivata gente da Firenze e Pistoia». Un appuntamento ormai e non riservato esclusivamente ai massesi. Non solo aumenta il lavoro, ma acquista anche continuità, non una vendita a flussi, ma costante: parola di Daniela Aniello, titolare dell’Apuan Bar, in piazza Aranci. Insomma più gente e a tutte le ore.

Il Natale piace ai commercianti che lo vestono a festa, con la collaborazione del Comune, ma piace - e parecchio - anche a chi, grazie al lavoro del Ccn, se lo gode. In prima fila mamme e papà. Francesco De Simone in piazza Aranci c’è anche ieri mattina. I suoi bambini, entusiasti, aspettano che le luci si accendano intorno alle casine: «Durante Natale, con i bimbi, vivremo ancor di più il centro città. Credo che gli eventi natalizi siano una’occasione importante per i massesi e per i commercianti, molti vengono da fuori per godersi l’atmosfera. E se c’è più gente - Per Francesco è pura matematica - anche le vendite aumentano».

Paolo Dell’Amico la città vestita a festa l’apprezza, le iniziative natalizie gli piacciono parecchio. Ma, seppur con una gran dose di umiltà, ha qualche consiglio da dare: «Io punterei al massimo sulla splendida piazza Aranci e investirei di più sul mercatino, proponendo prodotti alternativi a quelli in vendita nei negozi». Piccoli consigli perché Paolo riconosce che il Ccn ha davvero contribuito ad un nuovo volto della città. Più bello.

Antonella Orsini, mamma di tre bambini, gli eventi natalizi li apprezza così tanto che li considera un modello cui la città dovrebbe ispirarsi: «Il programma natalizio è un segnale positivo e di crescita di fronte ad una città in cui molte serrande si abbassano. Natale dovrebbe essere l’apripista, troppo spesso la domenica passeggiamo tra negozi chiusi». Un modello, quindi, a cui anche i commercianti aspirano. Il resto lo fanno le energie - non sempre massime - e i soldi, pochi di questi tempi.

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