Il Tirreno

Primarie, Giovani Democratici e Anpi divisi sulle decisioni Pd

Genovesi (GD): questa è l'ultima vergognosa e triste pagina di un partito che non ha più nulla da dire L’associazione partigiana: gli organi dal basso hanno pieno diritto di determinare la propria volontà

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CARRARA. I Giovani Democratici e l’Anpi intervengono, con visione opposta, rispetto all’indicazione dei vertici regionali del Pd, contrari al parere dell’assemblea comunale di non fare le primarie per la scelta del candidato sindaco. Da una parte i giovani democratici contestano il voto assembleare e quindi si schierano a fianco del segretario regionale Dario Parrini. Dall’altra, l’associazione partigiani sottolinea il valore democratico delle “decisioni dal basso” in chiave ddemocratica e la legittimazione delle assemblee comunali.

Giovani Democratici: vergognosa e triste pagine del partito. «Continuiamo così, facciamoci del male, diceva Nanni Moretti e diciamo noi oggi. Il nostro partito ha deciso di proseguire sulla linea della totale chiusura in se stesso per selezionare il candidato sindaco, totalmente sordo alle esigenze e agli umori della città». Lo scrive in una nota Sirio Genovesi segretario dei Giovani Democratici di Carrara. «Crediamo - scrive - che una scelta così delicata ed eccezionale come quella di non ricorrere alle primarie (nè di coalizione nè di partito), che lo statuto nazionale del Partito Democratico individua come regola, meritasse modalità migliori rispetto ad una frettolosa assemblea, in cui si è riservato pochissimo tempo ad una finta discussione e si è poi proseguito con le operazioni di voto (mentre ancora si tenevano gli interventi), con persone chiamate all'ultimo momento a votare, senza nemmeno sapere per cosa. La votazione tra l'altro si è conclusa con una risicatissima maggioranza contraria alle primarie (54 voti con un quorum di 53) e che di certo non legittima politicamente la scelta eccezionale di non ricorrere alle primarie».

«Un partito, insomma, che ancora una volta ha dato una pessima immagine di sé alla città e ai tanti iscritti e simpatizzanti che ancora credono in una politica di reale contatto con il territorio e non in una politica che sceglie la sua linea e i suoi candidati tra i tavolini di un bar - continua Genovesi - Per quanto ci riguarda questa è l'ultima vergognosa e triste pagina di un partito che non ha più nulla da dire a livello locale e insiste pateticamente nel chiudersi a riccio, guidato solo dalla convinzione di essere l'unica forza che possa guidare la città, calcolando arrogantemente e superficialmente il proprio consenso».

L’Anpi si appella alla Costituzione. «L'Anpi di Carrara nel valutare accuratamente l'articolo 49 della Costituzione della Repubblica Italiana che recita: "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale"- si legge nella nota dell’associazione partigiana - alla luce di quanto dichiarato rispetto alla diatriba interna al Partito Democratico tra l'organo regionale toscano e quello comunale di Carrara, ritiene, non volendo entrare nel merito politico, di stabilire la validità del principio costituzionale secondo cui gli organi dal basso hanno pieno diritto di determinare la propria volontà che nessun organismo superiore possa delegittimare». «Pertanto - si chiude la nota dell’Anpi - le assemblee comunali, in quanto organo di massima rappresentanza locale, hanno pieno diritto all'autodeterminazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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