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Prende a calci e pugni quattro vigili e li manda all’ospedale

Prende a calci e pugni quattro vigili e li manda all’ospedale

Gli agenti a Massa stavano eseguendo un trattamento sanitario obbligatorio. Ma il quarantenne prima di finire in psichiatria ha dato in escandescenza

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MASSA. Ha mandato quattro vigili urbani al pronto soccorso prendendoli a calci e pugni nel tentativo di sfuggire. La sua resistenza però non è servita a fargli evitare il ricovero nel reparto di psichiatria del Noa, dove resterà per qualche tempo. Protagonista della vicenda un quarantenne che l’altro pomeriggio ha dato in escandescenza mentre si trovava nel centro di Igiene mentale di via Marina Vecchia. Gli agenti municipali dovevano eseguire un provvedimento di tso. Conoscendo il soggetto la pattuglia era stata raddoppiata, ma nonostante questo appena il quarantenne ha visto le divise ha scatenato il pandemonio. Non c’era verso di tenerlo fermo e farlo ragionare. Anche perché l’uomo appena si trovava un vigile davanti cercava lo scontro fisico: testate, calci oppure pugni. A un certo punto ha pure scagliato degli oggetti contro i tutori dell’ordine. Risultato? Alla fine sono stati proprio gli agenti ad avere la peggio, anche se sono riusciti a portare il paziente in ospedale e consegnarlo nelle mani dei medici di psichiatria. Terminato il compito che gli era stato assegnato sono scesi al pronto soccorso e si sono fatti medicare. Ne avranno per circa sette giorni o giù di lì (le prognosi sono differenti a seconda delle contusioni riportate).

I trattamenti sanitari obbligatori sono all’ordine del giorno per le forze dell’ordine. Basta pensare che la sola polizia municipale nel 2016, nella funzione di polizia amministrativa sanitaria, è intervenuta per l'esecuzione di venti ordinanze sindacali di tso nei confonti di soggetti in difficoltà a causa di gravi patologie psichiatriche non altrimenti gestibili, a tutela della loro salute e sicurezza e della salute pubblica. A queste si aggiungono dieci ordinanze sindacali di accertamento sanitario obbligatorio nei confronti di altrettanti cittadini che non hanno accettato di sottoporsi volontariamente a visita medica. Questi soggetti sono i più pericolosi perché sono vittime di veri e propri raptus e mettono in pericolo chi li circonda. Solitamente succede durante liti in esercizi pubblici (bar e pub) oppure in famiglia. L’ultimo caso che ha visto gli agenti comunali in azione meno di una settimana fa.

A preoccupare di più le forze dell’ordine - anche la polizia e i carabinieri eseguono trattamenti sanitari obbligatori - sono proprio le zuffe che si scatenano tra le mura domestiche. Quelle che terminano con un tso hanno una tipologia ben precisa: di solito sono figli che se la prendono con i genitori, spesso anziani. Ad accendere la miccia la mancanza di un impiego oppure la richiesta di somme di denaro. Ma i soggetti che poi vengono portati in ospedale hanno già patologie psichiatriche in cura.

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