Il Tirreno

Quella visita illustre del 1816: l’arrivo di Maria Beatrice

Quella visita illustre del 1816: l’arrivo di Maria Beatrice

L’evento storico ricostruito dall’Accademia Aruntica Durante la seduta ricordata Rosa Maria Galleni Pellegrini

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CARRARA. Forse Maria Beatrice non se lo sarebbe aspettato. Ma qualcuno di quei sudditi distratti e non sempre rispettosi ha invece ricordato a distanza di secoli un anniversario importante celebrandolo come si conviene. E’ l’Accademia Aruntica che ha festeggiato con una delle sue due sedute annuali il bicentenario della visita che Maria Beatrice, arciduchessa d’Austria, duchessa di Massa e principessa di Carrara effettuò appunto nel 1816 nei suoi domini apuani. A ricordare l’evento e tracciare un profilo della sovrana attraverso tutta una serie di immagini e documenti Cristina Andrei e Luisa Passeggia. La prima, che dell’Aruntica è vice presidente, si è anche avvalsa della bella e ricca relazione inviata da Gernot Mayer nel quale il giovane ricercatore austriaco ha ricostruito la fitta rete di committenze instaurata da Maria Beatrice con artisti carraresi fra i quali Giuseppe Franchi e Giuseppe Pisani. Essa ha quindi approfondito il rapporto fra quest’ultimo e gli Este, Maria Beatrice prima, quindi il figlio Francesco IV: rapporto intenso e duraturo che ha consentito di dare il giusto peso ad un artista carrarese particolarmente vocato per la ritrattistica per troppo tempo dimenticato. Giunto in Austria da Roma al seguito del cardinale Giuseppe Albani egli, approdando alla corte estense di Vienna, diventerà anche precettore nelle arti e nel disegno di Massimiliano, figlio di Maria Beatrice.

Seguirà poi l’altro figlio, Francesco, a Modena della cui Accademia Atestina sarà prima docente e quindi direttore. Nel ricordo a tre voci – a quello della Andrei e della Passeggia si è aggiunto Claudio Casini, storico dell’arte e funzionario della Sovrintendenza che, ricordando il restauro del monumento a Maria Beatrice di piazza Alberica del 1984 ha caldeggiato una assolutamente condivisibile iniziativa tesa a dare continuità al corso di formazione per il corretto recupero di opere d’arte in marmo aggredite e danneggiate dal tempo a suo tempo promosso in seno all’Accademia di belle arti – la figura della sovrana emerge con non poche caratteristiche positive. Come appunto la valorizzazione di alcuni talenti dell’epoca fra i quali Giuseppe Pisani ebbe un ruolo molto significativo con opere presenti e documentate in musei e residenze storiche di Modena, Neustadt, Vienna, Milano, Strigonia in Ungheria, Carrara (Cassa di risparmio).

La giornata aruntica svoltasi nella Biblioteca comunale ed introdotta dal presidente Pier Lorenzo Secchiari, è stata salutata con particolare apprezzamento dall’assessore Giovanna Bernardini. All’ordine del giorno della seduta figuravano altri argomenti: ad opera di Gualtiero Magnani, amico e sodale di una vita fin dai banchi del Liceo, la commemorazione di Rosa Maria Galleni Pellegrini, studiosa di Carrara cui più forse di chiunque altro ha dedicato nel tempo libri, pubblicazioni, articoli. Lo stesso Magnani ha illustrato una presenza a Carrara agli inizi del secolo assai poco nota: quella di Pietro Nenni, in seguito leader storico del Partito socialista ed all’epoca , a Carrara appunto – nel 1909-1910- precoce e brillante sindacalista repubblicano.

Lo spazio dedicato come di consueto dall’Aruntica ad uno scultore è stato appannaggio di Silvio Santini, “raccontato” da Romano Bavastro, scultore ed artista riconosciuto ed acclamato proveniente – caso decisamente raro - dal mondo degli artigiani. Santini, approdato dopo la Scuola del marmo allo storico Laboratorio Nicoli dove incontrò alcuni dei maggiori artisti dell’epoca (Ipousteguy, Càrdenas, Poncet, Vangi, Somaini…) , con altri compagni di viaggio fino a quel momento dal simile percorso, (Paolo Grassi e Mario Fruendi) fondò successivamente a Torano l’Sgf divenuto pure un laboratorio frequentato da artisti come Max Bill, Roland Baladi, Larry Kirkland, Julio Silva, Richard Erdman… Un ruolo duplice quindi: di eccellente artista (il pubblico ha ammirato in biblioteca due bellissime opere della serie Continuo esposte per l’occasione) ed importante imprenditore.

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