Sicurezza
Profumi e regali costosi per il marito carnefice
Non le pagava le visite per il figlio malato, ma lei spendeva per lui tutti i suoi soldi La dirigente Tommasini: le donne devono uscire dalla sudditanza psicologica
CARRARA. «Le donne devono uscire dalla sudditanza psicologica. La violenza non sono solo le botte. È anche quella degli uomini che ci tolgono la dignità». Daniela Tommasini, dirigente dei Servizi sociali, è stata una delle prime a toccarla con mano, nei suoi nervi scoperti, la violenza sulle donne, a Carrara.
«Nel progetto Pic Urban 2002 come responsabile delle misure di inclusione sociale, ho inserito lo sportello anti violenza - spiega la Tommasini - Allora era una situazione ancora più difficile di adesso, della violenza sulle donne si parlava poco, c’era tanta vergogna. In tutti questi anni ho sentito tante storie, tante disperazione e anche tanti maltrattamenti, non solo a livello fisico».
Perchè la violenza non sonosolo le botte. E Daniela Tommasini, con grande discrezione racconta una delle tante storie che l’hanno colpita, proprio per come è stata vissuta dalla protagonista: una donna maltrattata, che però non è riuscita a prendere le distanze dal suo carnefice.
«Anna, nome di fantasia, era una dipendente pubblica- racconta la dirigente dei Servizi sociali del Comune di Carrara - Lavorava in una scuola, anche il marito aveva un buon impiego, insomma non si trattava di situazioni di disagio ma di una coppia normale, una delle tante. L’avevo trovata nel bagno delle ragazze, a piangere. Una volta, due, tre. Alla fine le ho chiesto spiegazioni: è emersa una storia di violenza e sopraffazione, consumata fra le mura di casa. La coppia aveva un bambino malato, lei mi disse che il marito non le lasciava neppure i soldi per gli esami e le visite specialistiche che il suo bambino doveva fare. Non l’ha mai accompagnata da un medico. E doveva stare attenta a non fare tardi, ad arrivare in tempo per preparare la cena». «Le avevo detto di uscire da quella situazione, di rivolgersi al nostro sportello, di farsi aiutare - continua la Tommasini - Poi per anni non l’ho più rivista e non ho avuto sue notizie. L’ho ricontrata solo dopo qualche tempo: lavorava in un altro istituto. Mi disse che il figlio era stato operato e che ora stava meglio. Il marito non era mai andato a trovarlo, lei aveva dovuto provvedere a tutto. Ricordo che ervaamo sotot Natale, lei uscì per andare a comprare i regali. Quando è rientrata aveva un pacchetto voluminoso, era il regalo per il marito, era andata nella profumeria più importante della città. Per sè non aveva comprato nulla. Tutti i soldi li aveva spesi per lui».
Alessandra Vivoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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