Il Tirreno

«No al razzismo, noi siamo per l’inclusione»

Illustrata la nascita di un coordinamento di associazioni e partiti: «C’è un’altra Lunigiana che accoglie»

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AULLA. In occasione della visita del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, alcune associazioni, partiti e sindacati di sinistra, nella sede aullese della Cgil hanno presentato la nascita di un coordinamento, una rete basata sull'antirazzismo e che si prefigga l'inclusione sociale e culturale. A costituire la neonata forma di coordinamento sono la Cgil di Massa-Carrara; Legambiente Lunigiana; il circolo Arci "Agogo"; gli Archivi della Resistenza; il coordinamento di "Idee in Comune" di Aulla; la segretaria del Pd di Albiano Magra, Luciana Venturini; Rifondazione Comunista, le Anpi di Aulla/Licciana Nardi, di Villafranca/Bagnone e di Casola/Fivizzano. Con la parola d'ordine "La Lunigiana che accoglie - Uniti contro il razzismo", i rappresentanti dei soggetti sociali di cui sopra hanno presentato un documento, di cui riportiamo alcuni stralci: «Nelle ultime settimane il nostro territorio è stato oggetto della diffusione di messaggi reazionari e xenofobi da parte di diversi esponenti politici. Utilizzando strumentalmente problemi che l'accoglienza pone realmente, tanto più se fatta male, si sono rilanciati slogan beceri e razzisti quali "prima gli italiani" ed altri dello stesso tenore. Noi esponenti dell'associazionismo e del volontariato, del mondo sindacale, dell'impegno politico di base vogliamo dire con forza che esiste un'altra parte di Aulla e della Lunigiana, che pratica ogni giorno l'accoglienza e l'incontro. E lo vogliamo dire in un periodo in cui esponenti politici nazionali ci hanno messo sotto i riflettori con un racconto del nostro territorio che non ci appartiene. Sappiamo che il tema delle migrazioni sarà la sfida del futuro e che razzismo e chiusura sono il primo passo verso lo sfaldamento della nostra società e delle nostra comunità. Per questo è indispensabile contrastare la tentazione di cercare un rifugio nell'egoismo, nella difesa del proprio particolare e dare, anche in Lunigiana, una risposta di dignità ed umanità tanto alle persone del posto, come ai migranti e richiedenti asilo in arrivo. E abbiamo speranza che la Lunigiana, terra di emigrazione, i cui abitanti, da sempre, hanno trovato fortuna ed ospitalità nelle regioni vicine e all' estero, saprà respingere l'offerta d'odio che gli propone la destra populista. Quindi, sta a noi essere ancora più impegnati a costruire un sistema di accoglienza che dia dignità alle persone e responsabilità alle istituzioni pubbliche». (g. u.)

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