Il dolore
Fa il boom sul web il videoclip in cava
In una settimana un milione e settecentomila visualizzazioni. Il tedesco Kollegah fa lo schiavista fra marmo e modelle
CARRARA. Una settimana, un milione e settecentomila visualizzazioni. Sono numeri notevoli per le cave di marmo eppure sono quelli che ha raccolto il video del rapper Kollegah dopo la pubblicazione del suo video Hardcore, girato nelle cave Barattini.
È un bello spot per le cave, nonostante di queste si parli pochi o nulla nel video. C’è però lo sfondo notevole di cava Barattini che supporta una messa in scena molto particolare. Il marmo, nel simbolismo del video, assume la valenza di materiale prezioso controllato da un uomo potente, il cantante Kollegah, attorniato da quattro modelle/aguzzine. Ai suoi ordini, pungolati dalle fruste e dalle urla delle quattro avvenenti fustigatrici, si muove una piccola folla di schiavi.
Nella prima scena, che introduce il videoclip, uno schiavo in ceppi viene portato al cospetto del rapper per essere giudicato. La sentenza è un cenno di mano: a morte. E una delle modelle gli schiaccia la testa con i suoi acuminati tacchi a spillo.
La musica sale e parte Kollehah. Rappa in tedesco ma il significato dei primi versi è questo: «Imperatore, Dittatore. Cazzo scrivere hits e' un gioco hardcore, su tavole di marmo, grande business all'Equatore». Sarà l’unico riferimento al pregiato frutto delle montagne apuane in tutto il testo.
Rimane comunque la bellezza delle immagini e un punto di vista inusuale per guardare alle cave. Il paesaggio del tramonto sui blocchi bianchi, un uso delle luci piuttosto minimalista, sfruttando la naturale brillantezza del materiale; e anche la scelta di desaturare il colore, arrivando quasi al bianco e nero, con una resa suggestiva dell’anfiteatro naturale di cava Barattini. E alla fine la ripresa d’uccello con il drone sopra le cave: mozzafiato. Per Carrara una vetrina dove non avrebbe mai pensato di andare.
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