Gioco
Caso Cjmeco di Pallerone la procura chiede l’archiviazione
Il procedimento era stato aperto sulla base di un esposto di Stefano Benedetti e Mauro Rivieri «Controlleremo che la bonifica vada avanti, siamo in attesa della decisione del Gip del tribunale»
AULLA. La procura della Repubblica ha chiesto l’archiviazione - la richiesta è a firma del procuratoratore capo Aldo Giubilaro - per il procedimento aperto a seguito dell’esposto presentato per disastro ambientale e riguardante l'area Cjmeco di Pallerone da parte degli esponenti di centrodestra Stefano Benedetti e Mauro Rivieri. «All'epoca - scrivono in una nota Benedetti e Rivieri - gli enti di controllo avevano monitorato nell'aria una forma di inquinamento da amianto, dovuta probabilmente alle scorie volatili, soprattutto quelle scaturite dell'incendio che interessò la zona. Al momento della nostra denuncia l'area Cjmeco sembrava essere una bomba ad orologeria a causa della presenza di tonnellate di eternit abbandonato anche all'esterno e nei piazzali e quindi sottoposto alle intemperie e al rischio di frantumazione con tutte le conseguenze del caso. Durante la passata campagna elettorale di Aulla le forze politiche che poi hanno amministrato fino a qualche tempo fa, garantirono ai cittadini la messa in sicurezza, confermando che erano già stati stanziati i fondi per la bonifica, ma ad oggi la situazione è immutata e come tale proprio in questi giorni effettueremo un sopralluogo per accertare se sono ancora presenti i materiali di amianto e se é ancora in essere il rischio di disastro ambientale e se la popolazione é in sicurezza oppure a rischio della propria incolumità personale. A seguito dell' accertamento ci faremo carico di produrre delle nuove memorie documentate con foto al procuratore dottor Giubilaro, il quale ha chiesto l’archiviazione della denuncia e al Gip che presto dovrà decidere sulla richiesta».
Nella sua richiesta di archiviazione, fra l’altro, il procuratore fa anche riferimento al fatto che «la Regione Toscana assicura il mantenimento della massima attenzione da parte di tutti gli enti al fine di garantire la prosecuzione delle attività necessarie alla bonifica del sito». Non solo: a detta del procuratore, i reati prettamente ambientali sono «ampiamente prescritti essendo avvenuto il deposito incontrollato dei rifiuti e/o essendo stata realizzata la discarica e/o commesso il fatto diretto a cagionare il disastro da parte della Cjmeco srl non più tardi del 2002, anno del fallimento e di cessazione di ogni attività». E inoltre, «L’ipotesi di reato di omessa bonifica non è configurabile a carico degli utilizzatori del momento, perché la norma punisce l’utilizzatore solo nel caso in cui abbia cagionato l’inquinamento dell’area». La Procura non ravvede alcun reato a carico del Comune e della Regione in quanto «si sono attivati sin dal 2002 per lo smaltimento e la bonifica dell’area, come risulta dalla cronistoria dell’Arpat». Ora vedremo quale sarà la risposta del Gip alla richiesta di archiviazione stessa.
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