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Seguita e molestata in stazione, il video inchioda l’uomo
Le ha alzato la gonna ma lei ha reagito ed è scappata Un appello delle forze dell’ordine a denunciare episodi simili
CARRARA. I sottopassi non sono tra i luoghi più accoglienti e rassicuranti di una stazione, ma spesso attraversarli è obbligatorio. La sfortuna di una ragazza, una ventenne di Carrara, è stata di passare da lì dopo essere stata notata da un uomo. Uno sguardo veloce e scatta l’istinto di seguirla. Lei continua a camminare, in un primo momento non si accorge di nulla. L’uomo può essere uno dei tanti passanti affaccendati che si vedono in una stazione. Non gli bada.
Poi lui l’avvicina, di scatto le solleva la gonna e comincia a palpeggiarla nelle parti intime. Il cuore le va in gola. Gli occhi a destra, a sinistra: non c’è nessuno. Probabile che abbia atteso in maniera scientifica l’istante in cui nessuno stava passando laggiù. Nessuno che potesse disturbarlo.
E le sue mani adesso sono sotto la sua gonna. La ragazza però ha coraggio, si difende e riesce a respingere il suo aggressore. Che forse non si aspettava una reazione. Lei urla, lo spintona e comincia a chiamare per attirare l’attenzione di qualcuno. E a quel punto riesce a scappare.
È il 30 di ottobre e la ragazza decide subito di denunciarlo. Quell’uomo è pericoloso, non può essere lasciato libero di agire. Non l’ha riconosciuto, non sa chi sia, però sa indicare con certezza luogo e data dell’aggressione subita. E li riferisce ai carabinieri.
La segnalazione che ha fatto partire le indagini dunque è partita da una formale denuncia sporta dalla ragazza. Da lì hanno preso il via una serie di attività, sia acquisendo una serie di immagini dalle telecamere di sorveglianza della stazione, sia di tipo investigativo per capire dagli elementi raccolti nell’immediatezza come risalire all’autore.
L’uomo, un quarantaduenne di Carrara era già conosciuto per atteggiamenti simili, ma mai si era spinto così in là. Mai, almeno, n elle situazioni venute a galla. Altre volte aveva infastidito donne, portando a un livello intollerabile le sue attenzioni verso di loro. Ma nessuno mai lo aveva denunciato formalmente. Ora è deferito in stato di libertà.
La titolare delle indagini è la sostituto procuratore Roberta Moramarco. Adesso si vuole capire se ci sono altri episodi non denunciati per motivi di pudore, titubanza o vergogna che non sono stati denunciati. Se magari ci fossero altri casi non noti alle forze dell’ordine sarebbe utile riuscire a incrociarli con i dati in loro possesso per smascherarli. E capire quanto già è stato magari fatto in passato dall’uomo in differenti occasioni.
L’appello serve anche per costruire un profilo di questa persona, capire se ha già agito ed è rimasto impunito. Un tentativo di gettare una luce sul passato.
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