Il Tirreno

Mercato, spunta l’ipotesi raddoppio

di Chiara Sillicani
Mercato, spunta l’ipotesi raddoppio

Arpagaus: i banchi in centro la domenica potrebbero avere un effetto propulsivo sul commercio. Carioli: valuteremo

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MASSA. Passeggiare in centro città, il martedì mattina, prendersi un caffè e dare un’occhiata ai banchi del mercato. Ops, non è martedì, è domenica, ma il mercato c’è lo stesso. Fantascienza? No, una ipotesi per ora, ma i presupposti perché si concretizzi ci sono tutti.

Del resto se c’è da lanciare la palla, beh è adesso che va calciata perché è adesso che si gioca la partita più importante per gli ambulanti. E non soltanto perché il 2017 è l’anno entro il quale - la direttiva Bolkestein parla chiaro - le concessioni devono andare a gara, ma anche perché l’assessorato alle attività produttive ha messo, nero su bianco, dopo decenni, un piano del commercio sul suolo pubblico. Ha, insomma, ufficializzato numero di stalli e collocazione dei mercati e delle fiere. Istituendo pure posteggio, destinato all’alimentare, nei paesi di montagna che vedono assottigliarsi o scomparire il commercio al dettaglio. Adesso il piano passerà nella mani della commissione attività produttive, ma il match finale, con relative modifiche, si giocherà in consiglio comunale. Insomma, se c’è da cambiare qualcosa, il momento è ora. L’assessore Gabriele Carioli non si è mai nascosto dietro un dito: per lui una bella sforbiciata servirebbe, il numero complessivo di stalli in gara, per Massa, non dovrebbe superare quota cento. Ma tagliare - ammette - è dura perché dietro un banco ci sono i lavoratori, gli stipendi, le famiglie. Ecco, quindi, che per il mercato del martedì andranno a gara 174 concessioni, parecchie meno del 2013 quando hanno raggiunto quota 217. Di forbici in azione, però, non ce ne sono state: semplicemente alcune concessioni sono decadute per mancato pagamento del canone o perché chi quelle concessioni le deteneva, a vendere in città non è più venuto.

A partita aperta, si fa spazio una nuova ipotesi targata Paolo Arpagaus, presidente provinciale di Confesercenti. Arpagaus, titolare delle omonime pasticcerie, il commercio lo conosce perché da decenni è il suo pane quotidiano. Se lui non ha dubbi sul fatto che di tagli alle concessioni non ne vadano fatti perché a rischio ci sono i posti di lavoro, disegna, però, una possibilità. Quella del raddoppio del mercato. Non una fotocopia del martedì: numero di banchi più contenuto e prodotti omogenei. Mercato a tema - per tradurre - e concentrato nel centro storico, magari in piazza Aranci: «Penso ad un mercato domenicale, più piccolo rispetto a quello del martedì, raccolto in centro storico, che non imponga la chiusura al traffico di ulteriori strade, ma sorga proprio nel cuore della Ztl». Paolo Arpagaus è certo che quel mercato eserciterebbe un effetto trascinamento: «Potrebbe determinare reazioni in positivo anche nei commercianti in sede fissa, magari stimolare aperture mattutine». Un’ipotesi che l’assessore Carioli non scarta: «L’idea mi sembra davvero buona, ma - smorza l’ottimismo - è una partita complessa che imporrebbe un’assegnazione da zero con premialità di 40 punto, così impone la legge, a chi occupa già gli stalli del martedì». Partita complessa, ma non da chiudere, la disponibilità a giocarla c’è.

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