Il Tirreno

in tribunale

Rischio scarcerazione Raffica di udienze per la faida dei Poggi

Rischio scarcerazione Raffica di udienze per la faida dei Poggi

MASSA. Seconda udienza del processo bis, ripartito da capo per la ricusazione di due giudici del collegio, sulla faida dei Poggi. Alla sbarra i fratelli Pablo e Mattia Ricci, Thomas Quadrella (difesi...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Seconda udienza del processo bis, ripartito da capo per la ricusazione di due giudici del collegio, sulla faida dei Poggi. Alla sbarra i fratelli Pablo e Mattia Ricci, Thomas Quadrella (difesi dagli avvocati Alessandro Maneschi e Carlo Biondi) e Manuel Balloni (difeso dall’avvocato Umberto Zangani). È stata ancora la volta dell’ispettore della squadra mobile Alessandro Baialardo che prima è stato interrogato dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono, che ha terminato il suo esame, poi dall’avvocato Zangani che lo ha controesaminato. Nella prossima udienza, fissata per il 30 novembre dal presidente Paolo Puzone (gli altri giudici sono Alessandro Trinci e Fulvio Biasotti), toccherà a Maneschi controesaminare Baialardo. Nel frattempo ieri è stata sentita anche il tenente dei carabinieri Rosa Sciarrone, comandante del nucleo operativo di Massa. L’ufficiale ha raccontato gli episodi legati agli incendi alle auto di diverse persone che abitavano ai Poggi. Roghi che vengono addebitati ai fratelli Ricci.

Ma è il controesame di Baialardo che potrebbe regalare nuovi spunti, dato che l’ispettore nella scorsa udienza ha raccontato della tregua sancita dai genitori di Mazzi e Ricci, ma poi fatta naufragare dai figli che volevano il monopolio dello spaccio di droga senza lasciare nulla agli avversari che una volta erano amici. L’ascolto di Baialardo si pensava fosse più veloce, dato che una parte l’aveva già raccontata al vecchio collegio e quindi bastava confermasse quanto detto anche a Puzone e ai suoi colleghi. Invece il pm ha voluto approfondire. Giustamente. Il problema però è che in questo momento il processo corre contro il tempo, dato che i termini di carcerazione preventiva di tre dei quattro imputati (il solo Balloni si trova in stato di libertà) scadranno il 30 di marzo. Tutto sta a vedere se la sentenza arriverà prima di quella data oppure no. Finora sono state calendarizzate udienze da qui al 6 marzo. Ma con questi ritmi si rischia di non farcela.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web