Il Tirreno

«Mi sono difeso, ma ho paura per i miei»

«Mi sono difeso, ma ho paura per i miei»

L’uomo è stato aggredito da due stranieri che lo volevano rapinare in via Castagnola di Sotto ed ha reagito. I due sono fuggiti

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MASSA. Ha una quarantina di anni e una corporatura normale, non fa il super eroe nella vita ma quando c’è da difendersi tira fuori i denti. Tanto che l’altra sera da solo è riuscito a respingere l’aggressione di due africani, che lo hanno assalito al buio in via Castagnola di Sotto per strappargli via il portafoglio che come tutti teneva nella tasca dei pantaloni. Una rapina che non è andata a segno, anzi uno dei due malviventi ha rischiato di essere arrestato perché è rimasto tramortito dai cazzotti che la vittima gli ha mollato non appena è riuscito a liberarsi del complice che gli teneva ferme le mani. Il quarantenne ha deciso di raccontare quello che gli è successo per far capire alle istituzioni che è il momento di prendersi cura anche delle frazioni, visto che ormai stanno diventando terra di nessuno dove il crimine dilaga. Lo fa con una premessa: restare anonimo per tutelare sua moglie e i suoi bimbi. Preoccupazione, la sua, condivisibile. Anche perché quei due sono ancora in giro.

Cosa è successo?

«Mi hanno aggredito. Quei due me li sono trovati davanti all’improvviso, mentre rientravo a casa. Erano da poco passate le nove di sera, evidentemente si erano nascosti dietro al muretto del parcheggio di via Castagnola di Sotto e stavano aspettando qualcuno da rapinare».

Quindi non era lei l’obiettivo?

«Non credo mi abbiano seguito, stavano aspettando qualcuno perché volevano portargli via i soldi. Poteva passare chiunque, una donna o un bambino e loro si sarebbero comportati allo stesso modo».

Invece hanno trovato lei...

«Mi hanno bloccato contro il muro e mi hanno preso a pugni nel costato. Mi hanno fatto male e non vedevo l’ora che finissero di picchiarmi. Ma poi quando ho sentito che uno dei due mi stava mettendo le mani nella tasca posteriore per strapparmi il portafoglio di dosso ho reagito. Mi sono riuscito a liberare da quello che mi teneva fermo e ho sferrato pugni. Tanti».

E...

«L’ho tramortito. Mentre l’altro è scappato, uno dei due è rimasto a terra privo di sensi. Ho dato l’allarme e ho chiamato i carabinieri, ma mentre stavo telefonando si è risvegliato e se l’è data a gambe. Non l’ho inseguito perché a me quello che mi premeva era la mia incolumità».

Adesso ha paura?

«Per la mia famiglia, soltanto per la mia famiglia. Perché via Castagnola di Sotto è sempre stata una zona tranquilla, i fatti di cronaca nera si possono contare sulle dita di una mano. Ora non è più così, se non siamo più sicuri a girare nel nostro quartiere allora diventa tutto preoccupante. Potevano esserci donne e bambini al posto mio ed è questo che mi mette i brividi. Mio figlio era uscito di casa un paio di ore prima per andare a comprare il pane, d’ora in poi quando è buio sarà meglio che quel tipo di commissioni le facciano i grandi».

Complimenti per il coraggio...

«Ho trovato la forza di reagire e sono contento di averlo fatto. Se lo racconto è per far capire la situazione e non per speculare sull’etnia di chi mi ha aggredito».

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