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L’assemblea del Pd boccia le primarie: assist per Vannucci

L’assemblea del Pd boccia le primarie: assist per Vannucci

Parrini: «Ora il percorso per individuare il candidato» A sinistra fibrillazioni sul nome della Bienaimè

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CARRARA. Passa la linea del segretario comunale Raffaele Parrini e della cosiddetta “vecchia guardia” del Pd: niente primarie. Brucia ancora, nella maggioranza dei dem, la sconfitta clamorosa di dieci anni fa, quando a sorpresa (ma non troppo) prevalse l’attuale Angelo Zubbani. Il messaggio che arriva forte e chiaro dall’assemblea comunale del Pd è che la stragrande maggioranza (78%, cioé 54 sui 69 votanti) ha deciso di sposare la linea del segretario. Quindi, candidatura unitaria di centrosinistra, scelta dall’assemblea e non attraverso primarie. Un assist per la candidatura dell’ex vicesindaco Andrea Vannucci , ma non è escluso che da qui a fine dicembre (il tempo che più o meno servirà a individuare il candidato giusto) possano uscire altri papabili. Erano settanta i presenti all’assemblea comunale del Pd, presieduta dal segretario Raffaele Parrini, con tutti i circoli rappresentati; alla fine, hanno votato in 69, 54 - come detto - si sono espressi a favore del cosiddetto percorso assembleare, il che significa che il candidato sarà scelto dall’assemblea e non dalle primarie; oltre i tre quinti degli aventi diritto, che era il quorum previsto dall’articolo 18 dello statuto. In 15 (quasi tutti dei circoli “dissidenti” di Nazzano e Bonascola) per le primarie: 78% contro il 22%. La traduzione politica? «Mi è stato affidato il mandato - sintetizza Parrini - di rappresentare alla coalizione e ai partner, che il Pd selezionerà il proprio candidato all’interno dell’assemblea». Ieri non sono state presentate candidature: «Non era la sede - aggiunge Parrini - dovevamo discutere sul metodo. Il voto rappresenta solo un punto di partenza, lavorerò per compattare tutto il centrosinistra sulle prossime amministrative con l’obiettivo di vincere, andremo avanti per arrivare presto alla definizione di una candidatura unitaria di tutto il centrosinistra, e anche oltre, aprendoci al mondo dell’associazionismo e delle liste civiche. La volontà è di ricompattare anche tutte le sensibilità del Pd». «I tempi? Discuteremo anche con i livelli superiori, sia provinciali che regionali. Spero entro l’anno di avere il nome», conclude Parrini. In attesa di capire come reagiranno i socialisti (non è un mistero che Gianenrico Spediacci stesse lavorando per le primarie) e anche il Pd stesso a livello regionale (molto, è ovvio, dipendenderà dall’esito del referendum, un Sì rafforzerebbe molto i renziani), da Sel/Sinistra Italiana arriva un assist alla linea dell’assemblea del Pd: cioé un “no” alle primarie, per evitare «"guerre" che indeboliscono e allontanano dagli obiettivi». E questo perché, «apparentemente le primarie possono risultare come il più democratico degli atti ma sappiamo bene che possono trasformarsi in una resa di conti che riteniamo interessi ormai a pochi». Sel/Sinistra Italiana ricorda dunque «gli impegni presi e accoglie la proposta di un candidato Pd» rivolgendo «l'invito alla coalizione di Centro Sinistra ad avviare il percorso programmatico coinvolgendo i cittadini che non si appassionano più alle diatribe sui nomi». Sempre in chiave Pd, da segnalare anche l’intervento dell’imprenditrice Alessandra Benedetta Caffaz che invita a lasciar perdere i «soliti nomi», ma chiede esplicitamente di puntare su «volti nuovi». E non è escluso che alla fine possa uscire qualche sorpresa.

Ma ieri la giornata è stata calda non solo nel Pd. La candidatura a sindaco di Claudia Bienaimè di “Carrara Bene Comune” scalda infatti gli animi della sinistra radicale. Leonardo Lucetti de “La Svolta” boccia la proposta di Carrara Bene Comune mentre la Fabbrica della Sinistra chiede di aprire la coalizione a Rifondazione Comunista. La decisione di Carrara Bene Comune di candidare anzi ricandidare alla guida della città Claudia Bienaimè agita il clima politico. La Fabbrica della Sinistra, alleata storica della Bienaimè, pur valutando positivamente l’operato della consigliera, boccia la “candidatura non condivisa” e chiede alla Bienaimè «di lasciare da parte i consigli di spregiudicati politicanti» e di riallacciare piuttosto «i contatti con tutto il mondo del civismo e della sinistra carrarese» incluso il Partito della Rifondazione Comunista. Assai più netta la posizione di Leonardo Lucetti, cofondatore della lista civica “La svolta” , fino a qualche giorno fa alleata di Carrara Bene Comune: «Claudia Bienaimè non è stata da noi designata come candidata. Anzi – prosegue Lucetti precisando che il suo è un intervento a titolo personale - la sua uscita la mette fortemente in contrasto con i principi che ci siamo dati. Personalmente oggi dichiaro che ella non può essere rappresentativa della coalizione nascente» conclude il cofondatore del “La Svolta” invitando tutti a fare un passo indietro.

(m.b.-c.ch.)

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