Il dolore
Caruso: «Periferie dimenticate, bisogna intervenire presto»
MASSA. «Il problema delle frazioni è noto. Sono zono vulnerabili perché non c’è la presenza delle forze dell’ordine e non c’è illuminazione. In caso di via Castagnola mi sembra davvero eloquente, un’a...
MASSA. «Il problema delle frazioni è noto. Sono zono vulnerabili perché non c’è la presenza delle forze dell’ordine e non c’è illuminazione. In caso di via Castagnola mi sembra davvero eloquente, un’aggressione in un centro abitato non si era mai vista finora. Per fortuna quell’uomo è riuscito a difendersi, anzi tra poco non riusciva anche a fare arrestare uno dei rapinatori». A parlare è il consigliere comunale Stefano Caruso (foto). L’esponente di Iualia Unica attacca l’amministrazione: «La presenza delle istituzioni non si è sentita nelle periferie. Non è una questione di stranieri o italiani, non si delinque per etnia. Nelle nostre frazioni però vivono persone anziane che hanno bisogno di essere tutelate dopo aver lavorato tutta una vita. Non è pensabile lasciarle in balia dei criminali. Anche perché poi anche se si chiamano le forze dell’ordine queste non riescono a intervenire con prontezza perché è difficile raggiungere le periferie. Ecco perché ormai la malavita si concentra sempre lì».
Interviene anche Simone Ortori, consigliere di Articolo Primo. «Oltre agli apprezzabili risultati in tema di abbandono illegale di rifiuti, le telecamere installate in città si sono dimostrate efficaci in termini di prevenzione dei reati? Le forze dell'ordine hanno bisogno di nuove installazioni? Quanti sono gli organici complessivi delle forze dell'ordine a Massa, servono rinforzi per garantire il controllo del territorio? - domanda - Queste sono le due domande di fondo che sentiamo di porci attraverso interpellanza al sindaco. Ed è chiaro che la risposta deve provenire da questura e prefettura, il luogo più indicato per porre questi temi è il tavolo provinciale per l'ordine pubblico, di cui il sindaco fa parte».
Ortori conclude: «Quello che percepiamo in città è il bisogno di una presenza dello Stato che aiuti periferie e centro ad essere meno distanti, diritti e doveri ad essere rispettati. Se questa parola si chiama sicurezza non abbiamo paura di pronunciarla, anzi la rivendichiamo a tutela di coloro che vivono e lavorano nelle zone che, negli scorsi anni, più di altre hanno subito fenomeni di abbruttimento, pensiamo alla stazione. La sicurezza urbana, oltre che quella sul lavoro ed ambientale, è un tema che la sinistra non deve avere paura di affrontare. Un caso su tutti: spesso si parla dello scandalo prostituzione lungo le strade della città. Stazione, lungomare, zone periferiche. Sicurezza significa arrestare gli sfruttatori e liberare le schiave di questa vergognosa tratta, che tutti i giorni avviene sotto i nostri occhi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
