Sicurezza
Negozi e gallerie all’ex mercato coperto
Pubblicato il bando per valorizzare 2.000 metri quadrati in via Bastione. Chi vince dovrà curare anche parcheggio e piazza
MASSA. L’amministrazione ne è certa: quando anche l’ultima tessera del puzzle sarà al posto giusto, apparirà nitida l’immagine di una città nuova. E a quel puzzle - parola di Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici - il Comune aggiunge ora una delle tessere centrali, una di quelle che sblocca il meccanismo e accelera gli incastri. E sulla fatidica tessera è disegnato l’ex mercato coperto, il gigante che domina via Bastione e fa da porta di ingresso al centro storico e alla zona a traffico limitato.
Gli uffici di via Porta Fabbrica hanno, infatti, steso il bando per la valorizzazione dell’immobile e dei suoi 2.000 metri quadrati di superficie. Duemila metri disposti su due piani: anche il piano seminterrato, nella parte retrostante i nuovi fondi commerciali, ospita, infatti, spazi inutilizzati e da recuperare. Bando già scritto, quindi, e già pubblicato, sia sulla Gazzetta Ufficiale italiana, sia su quella europea. Tradotto: la partecipazione è aperta anche oltre i confini nazionali. Sull’ex mercato coperto di lavori già ne sono stati fatti: il vecchio parcheggio se n’è andato per lasciar posto a quello nuovo, a due piani, con tanto di illuminazione a risparmio energetico, piazza sovrastante e nuovi fondi commerciali al piano seminterrato (lato mare). L’esterno dello stabile è stato rimesso a nuovo, gli infissi sono stati sostituiti, l’area limitrofa, con relativo sistema fognario, recuperata. I soldi - ormai diversi anni fa - sono arrivati dritti dritti da Firenze: nell’ambito dei progetti Piuss (piano integrato urbano di sviluppo sostenibile), la Regione ha finanziato l’opera per circa 3,5 milioni. L’esterno è rimesso a nuovo, l’interno è ko e un’area del mercato è inagibile. L’amministrazione i soldi per i lavori (servono dai 2 ai 3 milioni) non ce li ha, pensa quindi all’ipotesi B: un bando per la valorizzazione dell’immobile. Tu partecipi con un progetto e, se vinci, ti assicuri 2.000 metri quadrati in concessione per trent’anni.
Certo, un ritorno economico per via Porta Fabbrica, che dell’immobile è proprietaria, deve esserci: così il concessionario non soltanto deve versare ogni anno nelle casse del Comune un canone minimo di 217.000 euro (circa 6 milioni e 350.000 euro in 30 anni), ma deve anche recuperare l’interno dell’edificio. Insomma - per dirla in soldoni - deve fare i lavori di ristrutturazione.
E non è finita perché deve occuparsi pure delle aree che non sono oggetto di concessione: pulire e manutenere parcheggio e piazza, dall’illuminazione ai rifiuti, dalle canalette di scolo alla videosorveglianza. Senza venir meno al vincolo urbanistico cui tutto l’immobile è soggetto: l’area è - e deve rimanere - a destinazione commerciale. Non solo: nei 2.000 metri quadrati in concessione deve essere realizzata, come da progetto Piuss, una sala polivalente. La gara è aperta e per giocarsi la partita c’è tempo fino al 20 febbraio (quando partirà la fase di valutazione delle offerte). Chiunque voglia partecipare, e ne abbia i requisiti, deve presentare un’offerta economica (i 217.000 euro rappresentano il canone minimo) e una parallela offerta tecnica con i dettagli del progetto. La partecipazione - spiega l’ingegnere Fernando Della Pina, responsabile del procedimento - è aperta persone fisiche e giuridiche, a singoli o associazioni di imprese. Insomma, dal grande nome della ristorazione o del fast food, alla catena di elettrodomestici, dai consorzi, ai gruppi di commercianti pronti ad un investimento comune. Il progetto potrebbe essere per un unico insediamento o per una galleria commerciale. In ogni caso, per Uilian Berti, il recupero dell’immobile significa «dare, dopo decenni, una risposta alla città. Questo bando, per cui ringrazio gli uffici tecnici comunali, rappresenta un motivo di vanti per l’amministrazione. Ad una parte della città che ha subito per anni la presenza di un immobile degradato, diamo ora un’occasione di valorizzazione. Per altro a due passi dalla Ztl. È un segnale di come stiamo lavorando per cambiare questa città».
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