Gioco
In Lunigiana alla riabilitazione adesso ci pensano i robot-fisioterapisti
Diego e i suoi “colleghi” al lavoro alla Don Gnocchi. Fivizzano: sono sistemi tecnologici che aiutano i pazienti colpiti da ictus
FIVIZZANO. Si chiamano Amadeo, Diego e Pablo e Motore e da poco lavorano alla Fondazione Don Gnocchi, nella struttura di riabilitazione neuromotoria presso l’ospedale "Sant'Antonio Abate" di Fivizzano. Aiutano i pazienti nella riabilitazione, fianco a fianco ai fisioterapisti. Ma c’è un particolare: Amadeo e i suoi colleghi non sono nuovi operatori in carne ed ossa, ma sistemi tecnologici robotizzati.
Si tratta di robot di ultima generazione, anche se non hanno, come vorrebbe l’immaginario comune, sembianze umane. Ma hanno funzioni e capacità “simili” a quelle di un operatore umano. Questi sistemi permettono di intensificare il trattamento riabilitativo e di misurare i progressi anche dopo singole sedute di trattamento. Le macchine propongono esercizi personalizzati scelti dal terapista e consentono di verificare costantemente il percorso riabilitativo e modulare l'intervento a seconda della caratteristiche cliniche e delle risposte del paziente.
Un altro aspetto importante di queste strumentazioni è che sono in grado di coinvolgere e motivare il paziente con feedback sonori o visivi all'interno di veri e propri programmi di realtà virtuale. Come in un videogioco, il paziente è in grado di apprezzare il proprio miglioramento ed è ingaggiato in una sfida con se stesso per progredire a livelli di difficoltà superiori. Le apparecchiature arrivate a Fivizzano in particolare offrono l'opportunità di potenziare la fisioterapia tradizionale nell'ambito della riabilitazione prevalentemente neurologica, assistendo i movimenti della mano, del polso, del gomito e della spalla.
I “robot” fivizzanesi rientrano in un progetto strategico di Fondazione Don Gnocchi che coinvolge, oltre a Fivizzano, altre 6 strutture pilota disseminate sul territorio nazionale. Il progetto ha consentito di avviare uno Studio multicentrico nazionale di Fondazione, che testa l'introduzione di un protocollo di trattamento robotico dedicato ai pazienti con Ictus, con l'ambizione di coinvolgere circa 300 pazienti, così da rappresentare uno dei più importanti studi su questo tema a livello mondiale.
A Fivizzano, tutti i fisioterapisti della struttura, Giorgia Giannarelli, Andrea Bertolini, Miriam Vasoli, Elisabetta Lerda, Stefano Bernardini, e il fisiatra dott. Manuele Barilli sono coinvolti nel progetto. La squadra è coordinata da Maria Assunta Gabrielli e dalla dottoressa Lucia Avila, fisiatra referente dello studio multicentrico, sia per la struttura di di Fivizzano che per quella di Marina di Massa, dove altri terapisti (Elisabetta Bertocchi, Valter Marsili, Brunella Tognoni, e altri in formazione) e pazienti sono coinvolti nel controllo dello studio.
Francesca Cecchi, medico responsabile di entrambe le strutture ha commentato, «L’arrivo dei robot potenzia l'offerta riabilitativa di Fivizzano. Possiamo mettere a disposizione dei nostri pazienti un trattamento all'avanguardia, che permette di intensificare e raffinare la riabilitazione e, contemporaneamente, incentiva la motivazione della persona a farsi parte attiva nel proprio percorso di recupero».
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