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Il centrodestra ritrova l’unità

Il centrodestra ritrova l’unità

Fi, Lega Nord e Fdi sostengono la Baracchini e spingono per il No

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PONTREMOLI. I tre principali partiti del centrodestra hanno trovato l'unità intorno alla candidatura di Lucia Baracchini alla presidenza della Provincia di Massa Carrara. Non era scontato, viste le distanze che a livello nazionale si registrano fra Forza Italia e in genere l’area più moderata del centrodestra da una parte e la Lega Nord i Salvini dall’altra. Le tre formazioni adesso rivendicano questo risultato. E spingono per il No al referendum.

«Mentre nel Pd si litigava per la corsa alla poltrona, il centrodestra si compattava per dare alla Provincia, distrutta dalla Legge Delrio, una presidenza solida». Così in una nota Forza Italia, Lega Nord - Padania e Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale condividono la scelta del candidato alle Elezioni dell'11 Dicembre.

«È singolare come il Pd chieda di votare per la cancellazione delle Province al Referendum del 4 Dicembre ed una settimana i suoi dieci candidati si daranno battaglia per accaparrarsi le poltrone del Consiglio Provinciale. È chiaro infatti che l'esito delle elezioni provinciali sancirà quale sia la corrente dominante all'interno del Pd: la presunta unità non deve trarre in inganno, si tratterà di un vero e proprio congresso cui parteciperanno la corrente renziana, bersaniana, i socialisti (che si accorderanno con la corrente vincente) e la sinistra».

Sull'esistenza delle Province: «La Legge Delrio ha distrutto le Province, ma soprattutto ha causato gravi problemi agli amministratori locali e quindi ai cittadini: se le strade provinciali non hanno manutenzione è perchè il Governo ha privato la Provincia delle risorse necessarie preferendo investirle negli 80 Euro anzi che nella pulizia e nella prevenzione del dissesto».

Matteo Mastrini (Forza Italia), Andrea Cella (Lega Nord - Padania) e Marco Guidi (Fratelli d'Italia) ribadiscono il no al referendum costituzionale: «La Riforma produrrebbe sul Senato gli stessi effetti provocati sulle Province: Renzi e Delrio hanno privato i cittadini del diritto di voto alle Elezioni Provinciali e vorrebbero abolire anche questo diritto per l'elezione del Senato, che non verrà cancellato, ma nominato».

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