Attenzione
Ex campo profughi: Il regno dei topi accanto alla Paradiso
Il degrado dei giardinetti, un tempo luogo di aggregazione Eternit nel tetto, erbacce e carcasse di ratti ovunque
CARRARA. Marina di Carrara, viale Galilei, ex Campo Profughi: il sito che a metà degli anni ’50 accolse decine di persone in fuga dalla Dalmazia e dal regime di Tito è diventato un crogiolo di sporcizia e degrado. È così da almeno una decina di anni, ma mentre a pochi metri di distanza, proprio in questi giorni, presso la sede della primaria Paradiso A, è in corso una guerra a colpi di esche e trappole contro i topi, gettare uno sguardo oltre il muretto che separa – si fa per dire – le due strutture, potrebbe essere utile a capire che il campo di battaglia forse è più esteso di quanto non si pensi.
Il polo scolastico sede di due primarie, una materna e due istituti superiori è diviso dall’ex Campo profughi da un vialetto sterrato, coperto da un pergolato che a primavera si copre di glicini. E' una delle poche cose belle rimaste. Qui fino a qualche anno fa c’era un gran via vai. E non parliamo dei tempi in cui le case erano abitate dai profughi dalmati, ma degli inizi degli anni 2000. Questo è stato a lungo quello che oggi viene chiamato un “luogo di aggregazione”, dotato di giardinetti pubblici con giochi per bambini e di locali dove trovavano sede associazioni sportive e ricreative.
Nella tensostruttura retrostante, il cosiddetto “pallone”, c’era una pista da pattinaggio frequentatissima, che ospitava ogni tipo di iniziativa, dalle tombolate ai concerti. Tutto fino a una decina di anni fa. Poi, a causa anche di alcuni problemi di agibilità nella zona lato mare dell’edificio, su tutto il sito è calato progressivamente un velo di abbandono e incuria. Il risultato è che oggi l’ex Campo Profughi versa in condizioni igienico-sanitarie a dir poco preoccupanti: il parco pubblico antistante l’edificio è chiuso e l’erba cresce alta e incolta.
Nel cortile che separa il giardino dalla palazzina si accumulano sporcizia e animali morti: la parte lato mare della, con il suo tetto in eternit, cade letteralmente a pezzi. A lungo ha dato rifugio a vagabondi e senza tetto e per questo le finestre dei piani più bassi sono state murate.
La tensostruttura retrostante, che proteggeva la pista di pattinaggio, è squarciata e abbandonata: anche qui si trovano evidenti segni di bivacco, dai rifiuti alla cenere lasciata dal fuoco acceso forse da qualche poveretto per scaldarsi e proteggersi dal freddo.
Ovunque, dal cortile al salone adiacente la tensostruttura e perfino sulla pista di pattinaggio, si trovano cadaveri di topi. Sono davvero tanti.
Secondo il consiglio dei cittadini di Marina di Carrara il focolaio da cui arrivano i roditori trovati alla Paradiso A è proprio il sito dell’ex Campo Profughi. I consiglieri, presieduti da Lara Benfatto, seguono questa situazione da mesi e l’avevano segnalata già in tempi non sospetti, la scorsa estate, quando l’ipotesi dei topi a scuola non era ancora nemmeno nell’aria: «Abbiamo denunciato il profondo degrado che regna qui, già a luglio. Ho scritto io personalmente al Comune» racconta Paolo Vatteroni, consigliere dell’organismo di partecipazione.
Quando gli si chiede cos’ha pensato nell’apprendere che alla Paradiso A erano stati trovati i topi, risponde: «Mi sono stupito che non siano state trovate delle pantegane!». Sì perché secondo Vatteroni e gli altri consiglieri, la presenza dei roditori è solo il risultato di tutto questo degrado.
«Adesso hanno installato qua e là qualche trappola, ma non servono a niente in una situazione così detriorata» aggiunge Flavio Franciosi, anche lui consigliere dei cittadini, che indica un’esca in particolare. E’ una scatoletta che si trova lungo il vialetto ed è una di quelle posizionate nei giorni scorsi da Ecosan, la ditta che sta effettuando la derattizzazione della scuola. La trappola che contiene il topicida è appoggiata al muro esterno della struttura dove si tenevano le operazioni di sporzionamento dei pasti dei bambini: una delle porte è affacciata sul vialetto dell’ex Campo Profughi, a qualche metro dal giardino e dal cortile dove abbiamo trovato tanti rifiuti e un uccello morto. Insomma, una “normale” derattizzazione non basta. Se l’ex Campo Profughi resterà in queste condizioni sarà solo un palliativo. «Serve una bonifica radicale» concludono i consiglieri, certi che per risolvere definitivamente i problemi si debba lanciare subito la riqualificazione dell’intero sito.
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