Gioco
«Un po’ la tregua ha retto, poi le gang hanno reagito»
Ripartito il processo: dalle nuove domande del pm escono particolari inediti La mamma di Pablo Ricci: «Hai bruciato tu quelle automobili»
MASSA. Ripartito il processo sulla faida dei Poggi, con un nuovo collegio che avrà il compito di giudicare i fratelli Pablo e Mattia Ricci, Thomas Quadrella (difesi dagli avvocati Alessandro Maneschi e Carlo Biondi) e Manuel Balloni (difeso dall’avvocato Umberto Zangani). La prima udienza bis però ha regalato nuovi spunti dell’inchiesta che ha portato a sgominare le due gang che si sono fatte la guerra per il monopolio dello spaccio nel quartiere, tanto che il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono, interrogando l’ispettore della mobile Alessandro Baialardo ha inistito particolarmente su un punto: la tregua che per un po’ aveva dato sollievo alla frazione. Il padre di Pablo e Mattia Ricci, Cesare Roberto, e quello di Elisa e Alessio Mazzi, Luigi, avevano sancito un vero e proprio armistizio con una stretta di mano. E avevano costretto i loro ragazzi a fare altrettanto. Tanto che, come ha ricostruito Baialardo leggendo una serie di intercettazioni ambientali eseguite mentre Elisa e Andrea Bonuccelli, fidanzati, erano in auto, per qualche settimana la banda dei Mazzi aveva concesso a quella dei Ricci di poter vendere un po’ di cocaina anche nella zona di loro competenza. Ed erano Elisa e Mattia a tirare i fili. Tanto che agli altri della gang dei Mazzi questa cosa non va giù. Bonuccelli lo dice alla sua compagna: «Guarda che anche agli altri non va bene quello che avete deciso tu e Mattia, gli hai dato la possibilità di spacciare. Hai fatto tutto di testa tua». La ragazza a questo punto reagisce e se la prende con Andrea: «Certo che però tu potevi darmi contro quando eravamo soli, non davanti a loro. In questo modo mi hai messo in difficoltà». L’ispettore della mobile continua: «Subito dopo che avevano sparato contro l’auto della signora Albarosa Sparavelli (la mamma di Pablo e Mattia) dalla sua utenza telefonica è partita una chiamata al padre di Elisa e Alessio Mazzi. I Ricci non avevano ancora telefonato al 113 eppure hanno contattato il genitore di quelli che ritenevano i responsabili. Erano le tre del mattino e dall’altra parte non aveva risposto nessuno, soltanto la mattina seguente c’era stato il contatto. Ed era improntato a una sorta di tregua. Anche perché le nostre indagini precedenti ci dicevano che soprattutto tra Mattia e i Mazzi c’era un legame di amicizia, che poi si è spezzato, come ci hanno riferito fonti confidenziali, per il monopolio dello spaccio di droga». Ma quella tregua strappata dai genitori ha poco fiato. E infatti dopo un paio di settimane ricomincia la guerra e l’indagine della squadra mobile accerta le responsabilità: «Già dai primi colpi di intimidazione ci eravamo fatti un’idea. Perché erano stati Cesare Roberto Ricci e sua moglie a dirci che dopo gli spari si erano affacciati alla finestra e avevano visto Elisa Mazzi e Andrea Bonuccelli. Per questo siamo andati a Castagnara, dove risiedevano, per identificare i sospetti e soprattutto per sottoporli alla prova dello stub».
Ed è proprio questa collaborazione di madre e padre con le forze dell’ordine che scatena l’ira di Pablo. La polizia intercetta (ancora un’ambientale) mamma Albarosa e i suoi figli mentre litigano su questo punto. E la donna attacca Pablo duramente: «Sei stato tu a cominciare tutto, tu e gli altri tuoi amici avete dato fuoco alle macchine». Pablo non ci sta e tira dei colpi sul cruscotto che la cimice messa dai poliziotti registra puntualmente. Al primogenito dei Ricci non va giù che i suoi genitori abbiano parlato con le forze dell’ordine perché è soprattutto questo che i Mazzi gli contestano. Una debolezza che potrebbe costargli il prestigio. E infatti alla donna dice parole non proprio da figlio: «Allora denunciami, infame». Toni altissimi che costringono la signora Sparavelli a fare la voce grossa. In macchina con loro c’è anche Mattia, ma la sua presenza si sente appena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
