Finanza
Pienone a Carrara: «Ma qui manca la programmazione»
Un grande successo per la manifestazione nel centro città Negozianti: «Non c’è un’idea di cosa fare sul lungo periodo»
CARRARA. Si fatica a trovare un parcheggio per arrivare in centro e farsi una passeggiata. La bella giornata ha stanato carrarini e non dalle loro case, seducendoli con la tentazione di un giro tra le bancarelle, il piacere di un incontro casuale e del ritrovarsi nel centro animato.
C’è parecchia gente che gira tra le bancarelle, si ferma a mangiare del cioccolato. I più entusiasti sono i bambini, che si fermano davanti alle meraviglie di cioccolato tirando per la giacca papà e mamme perché si mettano le mani in tasca e prendano qualche euro per placare la voglia di golosità.
La risposta dunque c’è e ha portato la gran parte dei negozianti ad aprire le saracinesche per una domenica e attrarre una clientela che di solito non si aggira così numerosa. Il passo successivo, nella mente di molti, è: come far sì che una presenza così folta diventi abituale?
«Bisogna dire che iniziative di questo genere attraggono – dice Lorenzo Baglioni proprietario del Contessa del Bengala e presidente di Ccn – anche se iniziative di questo genere non risolvono i problemi sul lungo periodo. Però non ci si può voltare dall’altra parte e snobbarle, facendo finta che non diano qualcosa. Da me sono entrati dei clienti che non venivano da un po’ dicendomi: “Con l’occasione ci siamo mossi e decisi a passare, volevamo farlo da tanto tempo».
Si capisce che quello che manca è una proposta che abbia un certo respiro, una durata. «È assente la programmazione culturale – continua Baglioni – e anche una riflessione su quello che intendiamo per eventi culturali. Dobbiamo ragionare sul che cosa si può fare, alla creazione di continuità invece che all’organizzazione di manifestazioni e mostre una volta ogni tanto, senza progetto. Ripeto, però: senza snobbare iniziative come quella di oggi, più popolari, per così dire. La gente arriva e trova Carrara piena, torna a casa e lo ripete, lo dice in giro. E ha piacere di tornare».
C’è poi un problema, a suo dire, di spopolamento del centro storico e mancanza di controlli. «In termini generali bisognerebbe fornire ai residenti a Carrara un reddito e una cultura maggiore di quelli attuali. La popolazione attuale non è sufficiente per fare girare l’economia e il centro si vuota. Servono controlli sui beni immobili, sugli impianti e sul numero di persone che ci stanno. C’è molto mercato nero e invece c’è bisogno di legalità, di farli tornare sul mercato legale. Ne gioverebbero tutti».
Di stimoli necessari parla anche Andrea Ghinoi, gestore del Bar tabacchi in via Verdi. «Una delle cose che servirebbero di più, anche in ottica turistica, è una serie di segnali che dall’autostrada portino con chiarezza e puntualità fino in centro. Arrivati alla rotonda i turisti girano verso altri posti, vedono un viale e non capiscono che c’è la città. Un percorso di indicazioni li potrebbe portare fino al Museo del Marmo, al Duomo e alle Cave. O, per rimanere sulla città, credo che una proposta sarebbe quella di allungare il mercato al pomeriggio, sentendo la disponibilità degli ambulanti. Renderebbe vivace la città, dove lo hanno fatto ha funzionato».
Libero Red Dolce
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