Il Tirreno

Siringhe usate lasciate tra i rifiuti

Siringhe usate lasciate tra i rifiuti

Uno scatolone pieno, con gli aghi senza copertura. È intervenuta l’Asmiu: «Stiamo indagando»

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MASSA. Uno scatolone di cartone appoggiato per terra, accanto ai cassonetti. Una donna, mentre va a buttare la spazzatura, lo vede e tra sè e sè depreca il gesto poco civile di non metterlo nel contenitore per la carta apposito. Ma non appena guarda dentro trova una spiacevole sorpresa.

Un letto di siringhe, ammassate le une contro le altre. Sono tantissime, un esercito di pungiglioni puntati in ogni direzione. Non sono sigillate né, almeno la gran parte, coperte con dei cappucci protettivi. E sono usate, perché le fiale all’interno non contengono più il medicinale e gli stantuffi sono tutti arrivati a fine corsa.

Per fortuna a trovarli è stata una donna, prima che qualche bambino o qualcuno più sbadato ci mettesse le mani. Con il rischio di pungersi. I bidoni in questione sono in via San leonardo, all’altezza dell’omonimo villaggio. Lì vicino, proprio accanto, c’è una fermata dell’autobus. Strano pensare che qualcuno alla leggera si sia disfatto di un rifiuto del genere, peraltro con il rischio che possa essere infetto.

La signora preoccupata ha preso il telefono e si è subito messa in contatto con vigili urbani e Asmiu. È un lavoro da fare quanto prima proprio per evitare che qualcuno possa metterci le mani e venire a contatto con gli aghi. La gran parte delle siringhe sembrano uguali l’una con l’altra, probabilmente si tratta di strumenti utilizzati per la vaccinazione. E possono venire da un laboratorio come dallo studio di un medico, anche se è immediato ricostruire il percorso che quei rifiuti possono aver fatto.

Monica Guglielmi, responsabile della sanità distrettuale, esclude comunque che possano essere rifiuti che provengono dalle Asl. «Questo tipo di materiali – chiarisce la dottoressa Guglielmi – ricevono un trattamento particolare. Non possono uscire così, senza controlli dall’Asl. Le siringhe che vengono utilizzate per i vaccini sono da considerare dei rifiuti speciali e così vanno smaltiti. Una volta utilizzate le dobbiamo mettere in un contenitore speciale che è sigillato. Non è possibile che siano messe dentro un cartone che viene abbandonato. Certo, ora bisognerà capire da dove provengono e di cosa si tratta. Dobbiamo valutare per capire meglio».

L’Asmiu, allertata insieme ai vigili, è intervenuta alle 17:50 rimuovendo lo scatolone. «Noi siamo intervenuti a prenderli, quello lì però è un rifiuto sanitario, andrebbe smaltito con gli altri rifiuti sanitari. Ho chiesto agli operatori di verificare di cosa si trattasse. Chiaramente anche loro devono andarci cauti, perché bucarsi è piuttosto facile. Vedere se nei foglietti lì, dentro lo scatolone, c’è qualche informazione che possa far risalire a chi li ha utilizzati».

Si potrebbe forse, passando a setaccio lo scatolone, riuscire a risalire ai lotti registrati per la vendita dei vaccini e così agli acquirenti.

«Recuperare rifiuti sanitari non è uno dei servizi che noi abbiamo attivi da contratto – spiega Orlandi – però è un servizio che facciamo ad hoc, anche se non c’è nessuna convenzione. A noi capita spesso nei cassonetti di trovare rifiuti di questo tipo».

Libero Red Dolce

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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