Sicurezza
Nuova Domus così ha arredato le nostre case
Nata sull’onda del grande boom economico ora studia nuove strategie per battere la crisi
MASSA. E' subito all'uscita dell'autostrada di Massa, alla rotonda con al centro il monumento della Lizzatura del marmo delle Apuane che incrocia viale Mattei, si svolta a sinistra verso la città e dopo poche centinaia di metri ti trovi sulla destra la Nuova Domus Arredamenti, la grande vetrata della struttura che fa bella mostra di se e del suo mobilio. E' tutto frutto di oltre mezzo secolo di lavoro creato da Marino Lorieri con la moglie Giuseppina Isoppo & figli. Non è stato facile perchè il cammino è costato sacrifici e fatica ma ora è lì in bella vista a compensare tutto. «Anche se adesso con la crisi che attanaglia imprese e clienti è davvero da Resistenti, come titolate i vostri servizi, tirare avanti – ci dice il signor Marino – ma noi non dobbiamo mollare perchè siamo fiduciosi che i nostri sacrifici non siano stati vani, che poi i figli riescano a continuare». L'azienda è composta da Marino Lorieri, classe di ferro 1941, poi dalla moglie Giuseppina (classe '48), dai figli Andrea 47 anni e Marco di due anni più giovane. Al nucleo familiare si aggiungono i dipendenti composti da impiegati e operai. Gli inizi di Marino sono molto simili a quelli di tanti altri del periodo anni Cinquanta-Sessanta, pochi mezzi, tanta voglia di emergere, molta intuizione e fantasia. All'inizio Marino lavorava come commesso alla Casa del Gas di Via Aurelia a Turano che commerciava gas, Kerosene ed i primi elettrodomestici. Tutte le persone del posto ricordano quel ragazzino che con quella speciale bicicletta rinforzata portava nelle case bombole di gas per le cucine e poi anche quelle con il Kerosene per i primi riscaldamenti.
Le consegne erano sempre urgenti, specialmente a mezzogiorno, “finisce il gas sempre nell'ora di mangiare” si lamentavano le donne. Alla sera si poteva aspettare Marino con più tranquillità, ma a mezzogiorno gli uomini venivano a casa dal lavoro per rientrare subito e bisognava far presto. Ed il giovane accontentava tutti, velocemente.
Poi imparato bene il mestiere e con tanta clientela che lo apprezzava nel 1966 si mette in proprio. Apre il negozio sempre a Turano, in via Del Papino e con la collaborazione della moglie Giuseppina inizia la scalata.
Ormai l'Italia del boom è partita, gli elettrodomestici sono richiesti, i televisori impazzano e con loro tutti gli accessori per la casa. Pochi anni dopo inizia il commercio del mobilio, degli arredamenti. «Era il 1970 ed arriva il fornitore più prestigioso – continua Marino con la signora Giuseppina che interviene spesso nel sostenerlo nei ricordi, perché in quegli anni è già parte molto attiva della ditta, sono anche gli anni della nascita dei figli – accanto a salotti, sale e camere arrivano le cucine, quelle Scavolini (le scomponibili, una novità) che ci hanno accompagnato fino ad ora. La crescita è importante, il locale non basta più – continuano nei ricordi i due coniugi - servono spazi maggiori per fare mostre e ne troviamo uno per fare l'esposizione nell'Aurelia a Codupino nell'ex sala da ballo Picchio, un dancing di Gian Lorieri. Ma sono decisivi gli anni ’76 e ’79. Prima apriamo una nuova esposizione nel Viale della Stazione di Massa delle Cucine Scavolini, e dopo rileviamo l'attività della Stil Domus nello stesso viale, praticamente davanti all'attuale scuola Staffetti e cambiamo anche il nome: diventa Nuova Domus Arredamenti, che è rimasto per sempre».
Dunque la crescita è continua, bisogna far vedere più prodotti possibili alla clientela diventata anche economicamente più importante.
«Così, con questi nuovi incentivi e con i figli che stanno crescendo e possono dare una mano decidiamo di fare il grande balzo - continua il racconto di Marino - e ci trasferiamo completamente nell'attuale sede. Una struttura all’avanguardia, moderna, una grande superficie espositiva. E soprattutto in una zona ben visibile dalla trafficatissima strada che porta al mare, alla città ed all'autostrada. Ed è in questo periodo che studiamo una diversificazione per i figli. Andrea continua con gli Arredamenti, Marco, che ha studiato designer, decide di aprire una attività sua, attigua, la Lab, arredamenti ed oggetti dal mondo dove si può trovare veramente di tutto per la casa. Noi siamo soddisfatti delle ditte che rappresentiamo, i nostri fornitori lo sono di noi. In particolare la Scavolini ci fa sentire la sua soddisfazione ed in più riprese ci dimostra anche il suo riconoscimento, veniamo invitati spesso a Pesaro dove vengono costruite “le più amate dagli italiani”, come diceva la pubblicità Tv. Siamo stati invitati anche alla grande festa del cinquantenario della Scavolini insieme a tutti i rivenditori italiani. Una bella soddisfazione».
Ma gli anni della grande crescita sono anche quelli della partecipazione di queste aziende alla vita sociale delle città, alla vita sportiva, alle sponsorizzazioni ed anche la Nuova Domus Arredamenti non è da meno, anche perchè Marino si appassiona al ciclismo, specialmente a quello del G.c. Quercia di Turano.
«Erano passioni più genuine – ammette ancora il patron della Domus – ed era ancora possibile sponsorizzare squadre e gare. Noi abbiamo creato la squadra affiliata al Gc Quercia con l'aggiunta del nostro nome, Nuova Domus ed in particolare avevamo partecipato con la formazione Allievi ma è con quella della Juniores che abbiamo avuto le soddisfazioni più grandi portando avanti ragazzi di valore, come Francesco Secchiari che vinceva molte gare e che poi è passato professionista partecipando anche al Giro d'Italia». Poi è Giuseppina a fornirci una chicca del gran capo. «Marino è stato il primo ad andare a cercare di catturare il segnale televisivo a Casette - confessa la moglie – perché nel paese avevamo molti clienti, grazie anche all'aiuto della signora Astolfa Antonioli, e ci dispiaceva che non potevano vedere anche loro la tv come tutti, come in città».
«Ma ora bisogna trovare il modo di superare questo periodo di crisi – torna a parlare Marino – e probabilmente il sistema più sicuro sarà quello di una riduzione delle spese, dovremo sacrificare come tutti qualcosa e poi promuovere meglio i prodotti, magari investendo diversamente».
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