Il Tirreno

Luca, un fiocco azzurro per rinascere

di Alessandra Vivoli
Luca, un fiocco azzurro per rinascere

Il difficile percorso del trentacinquenne che, con una sentenza del tribunale, ha cambiato i propri dati anagrafici

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CARRARA. Una coccarda azzurra, grande e piena di tulle, proprio come quando nasce un bambino.

E una bella festa, organizzata dagli amici e cugini Samanta e Nathan per Luca, che alla fine di ottobre è rinato. O meglio è nato per una seconda volta, nella pelle che finalmente si sente addosso.

La storia di Luca Bacchiet, 35 anni originario di Pisa, trasferito ormai da qualche tempo, per amore, a Castelnuovo Magra dove vive con la compagna Sonia Maggi, ha un lieto fine.

Per Luca, impiegato nell’azienda di utensili diamantati di Querceta dell’ex marito della compagna e cantante di piano bar per passione, quella coccarda blu indica il termine di un percorso durato tre anni e mezzo. E che da donna, lo ha fatto diventare uomo. Una strada a tratti dolorosa che lo ha portato, grazie anche all’impegno di un avvocato “di cuore” dice Luca, come Stefania Frandi, ad ottenere in tribunale una sentenza che può diventare un segnale di speranza, un punto di svolta per chi vive nelle sue stesse condizioni: il tribunale della Spezia ha consentito a Luca il cambio anagrafico e gli ha concesso il via libera all’intervento chirurgico. Tutto insieme.

«Sono andato insieme a Sonia a Ragusa - racconta Luca - le liste di attesa in Toscana sono ancora molto lunghe, io non volevo più aspettare e, soprattutto, volevo rivolgermi a un chirurgo di cui avevo la massima fiducia». E così, per rinascere, Luca si è affidato al professor Felice Garofalo: dopo tre settimane il lungo intervento chirurgico.

«Tutto è andato per il meglio e non ho trovato solo un grande professionista ma anche un uomo sensibile che ha saputo accompagnarci in un momento così delicato. Non ho avuto paura, non ricordo il dolore: se dovessi dire qual è stata la maggiore difficoltà in tutti questi anni - afferma Luca - non avrei dubbi: è stata l’attesa. Io sapevo cosa volevo, ho dovuto solo aspettare, e aspettare tanto».

Il percorso per chi come Luca, in termini medici, viene riconosciuto come disforico (il termine, coniato da Money e Ehrhardt nel 1972 indica il desiderio profondo ed incoercibile di modificare alcune caratteristiche corporee e di cambiare i propri dati anagrafici - nome proprio e sesso anagrafico alla nascita- adeguandoli al genere cui sente di appartenere in modo definitivo) è stato pesante. E proprio per questo è Luca a rivolgersi a chi intende intraprendere la sua stessa strada: «Bisogna guardarsi dentro bene, e capire se è quello che realmente si vuole».

Lui della sua scelta ne ha parlato subito con la compagna Sonia, non appena si sono conosciuti.

«Tre anni e mezzo fa è stata la prima cosa che le ho detto - ricorda Luca - e Sonia è sempre stata dalla mia parte. Questo mi ha permesso di vivere tutto con grande serenità - continua - ricordo che quando magari mi fermavano per i controlli, tiravo fuori la patente e i documenti che indicavano il percorso che stavo facendo. Non ho mai avuto difficoltà, mai una battuta, nulla. Anzi sempre una grande solidarietà e la stessa raccomandazione: poi vada subito a cambiare i documenti».

E quella è la prima cosa che ha fatto Luca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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