Il Tirreno

A Massa le telecamere ci sono, ma non funzionano

di Chiara Sillicani
A Massa le telecamere ci sono, ma non funzionano

Delle 25 installate nel 2009, molte sono rotte. È ko anche quella della stazione. Il sindaco: presto la manutenzione

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MASSA. Eleonora Vita, avvocatessa carrarese, per oltre due settimane non ha dato notizie di sè. Una delle piste, la più calda, portava direttamente alla stazione di Massa. Prima di scomparire nel nulla infatti aveva posteggiato la sua auto poco distante dalla stazione. E alla stazione, sul binario 2, c’era stata: i cani molecolari avevano fiutato le sue tracce. Da qui la speranza, prima che fosse rintracciata altrimenti, di ritrovarla guardando le registrazioni. çe telecamere ci sono all’interno della stazione ferroviaria e ce ne sono all’esterno, nella “caldissima” piazza IV Novembre, ma - ahimè - non ne funziona neanche una. La tecnologia non viene in aiuto alle indagini, nè può venire in aiuto alla sicurezza perché gli impianti di sorveglianza sono stati installati, in parecchie zone della città, dal centro storico al lungomare, ma trovarne uno in grado di fare il suo lavoro è un’impresa.

Le Ferrovie ammettono che le loro telecamere hanno avuto un gusto, proprio nel giorno in cui l’avvocatessa avrebbe preso un treno, assicurano, però, di essere corsi ai ripari e di aver subito provveduto a correggere il guasto. Nella piazza, invece, gli impianti non funzionavano due settimane fa e non funzionano neppure oggi. Nè funzioneranno domani perché per rimettere mano all’intera rete cittadina di videosorveglianza servono 60.000 euro: 30.000 il Comune è pronto a sfilarseli dalle tasche, per gli altri 30.000 ha bussato alle porte della Regione e attende risposta. «Appena arriverà il finanziamento - parola del comandante dei vigili Santo Tavella - sarà indetta la gara per la manutenzione». Sì perché la ditta che gli impianti li aveva installati nel 2009 non esiste più.

Di telecamere in via Porta Fabbrica si comincia a parlare nel 2005 (giunta Fabrizio Neri): gli uffici elaborano un progetto da 310.000 euro, sempre finanziato dalla Regione, per una serie di telecamere a garanzia della viabilità e della sicurezza stradale. Gli impianti vengono installati, però, nel 2009 (giunta Roberto Pucci) per una cifra complessiva che sfiora i 200.000 euro. Ci sono le telecamere “stradali”, come quelle ai semafori, che consentono di rilevare l’infrazione e ci sono quelle nei punti nevralgici della città, tutte collegate ad un sistema di monitor nel comando dei vigili urbani. La polizia municipale con quel sistema di sorveglianza becca anche chi fa quello che non dovrebbe: è grazie alle telecamere che nel 2010 sanziona un paio di writer intenti a scrivere in piazza Mercurio.

La tecnologia, però, ha bisogno di manutenzione e la manutenzione costa. Risultato: i ponti radio sono ko, la registrazione e la trasmissione immagini per molte telecamere è un miraggio. Sapere quali impianto funzionano non è consentito: «Non è corretto dirlo - spiega Santo Tavella - verrebbe meno l’effetto deterrenza». Perché se il ladro sa che l’occhio digitale “dorme”, beh allora sa anche che il rischio di essere beccato diminuisce, quindi passa all’azione serenamente.

Certo è che Palazzo civico le 25 telecamere deve aggiustarle, glielo ha chiesto anche la Prefettura, in occasione del comitato sulla sicurezza pubblica. Lo stesso sindaco Alessandro Volpi ammette che di telecamere si è parlato all’ultimo tavolo con le forze dell’ordine per fare il punto sulla stazione: «Abbiamo fatto numerosi incontri, abbiamo già messo a bilancio una cifra per la manutenzione degli impianti che non funzionano». Del resto anche Francesco Montemarano, capo di gabinetto della Prefettura, ribadisce che «le telecamere hanno una funzione importante nel controllo del territorio». Funzione che - aggiunge - può gravare, e non poco, sulle casse del Comune: «I costi di manutenzione ci sono e sono rilevanti, ma se le telecamere sono state installate, è importante che funzionino».

E il Comune assicura che l’impegno a farle funzionare, tutte, c’è: «Con il bando - a fare il punto è il sindaco Volpi - non solo provvederemo a riparare i guasti, ma modificheremo anche le telecamere “stradali” che consentono la rilevazione dei veicoli e delle targhe, ma non l’identificazione puntuale delle persone, richiesta invece per la sicurezza». C’è l’impegno, ma - ad ora - non ci sono tutti i soldi perché il sì definitivo della Regione al cofinanziamento non è ancora arrivato e i 30.000 euro a bilancio non bastano per far riaprire le palpebre a tutti gli occhi digitali che dovrebbero presidiare la città.

 

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