Il Tirreno

al mirteto

Ladro acrobata finisce in manette I complici fuggono

Ladro acrobata finisce in manette I complici fuggono

MASSA. Più che ladri erano degli acrobati, talmente bravi da far sospettare che quello fosse il loro vero mestiere prima di arrivare in Italia. Ma lo scasso alla fine non è riuscito e uno di loro è...

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Più che ladri erano degli acrobati, talmente bravi da far sospettare che quello fosse il loro vero mestiere prima di arrivare in Italia. Ma lo scasso alla fine non è riuscito e uno di loro è finito in manette. Gli amici invece sono riusciti a darsela a gambe, grazie a un colpo di reni da funamboli che li ha fatti saltare al di là della staccionata del condominio.

Erano in tre l’altro pomeriggio e si sono arrampicati lungo la grondaia di una palazzina del Mirteto e in una manciata di secondi hanno raggiunto il terrazzino. Un percorso mica da ridere, c’è voluta tutta la loro maestria e capacità. Una volta in cima hanno provato a scassinare una porta finestra per poter entrare nell’appartamento che avevano preso di mira, l’abitazione di un libero professionista che qualcuno gli aveva segnalato come obiettivo interessante. Mentre si davano da fare per far scattare la serratura hanno sentito dei rumori strani e hanno avuto paura. Un timore non campato in aria, il loro; dato che quella macchina che sentivano avvicinarsi era una volante della polizia. Gli agenti erano stati avvertiti dai vicini della palazzina, che si erano accorti delle ombre che risalivano la grondaia e hanno dato l’allarme.

Quelli della volante sono stati scaltri e invece di intervenire immediatamente si sono nascosti, attendendo che i malviventi tornassero sui loro passi. E così è stato, ma soltanto per uno. Il primo della fila, che una volta sceso si è trovato con le manette ai polsi. È un albanese di trenta anni e questa mattina verrà processato per direttissima. L’hanno fatta franca invece i suoi complici, ma soltanto grazie a un’acrobazia. Mentre erano appesi al tubo di rame che convoglia l’acqua piovana della palazzina hanno visto la fine che aveva fatto il loro amico. È stato lui stesso ad avvisarli con un urlo mentre veniva preso. Loro non si sono persi d’animo e con un balzo sono finiti dall’altra parte della staccionata, dove i poliziotti non potevano arrivare immediatamente. Guadagnandosi quella manciata di minuti che è servita loro a far perdere le tracce. Perché la volante ci ha provato a prenderli, ma non c’è riuscita. Anzi non è riuscita neppure a localizzare con certezza la direzione della fuga.

Brave le forze dell’ordine, ma l’intervento decisivo è stato quello del vicinato che, quando ha visto dei movimenti sospetti attorno a quell’edificio, ha alzato la cornetta e ha allertato il 113. Fortuna ha voluto poi che la pattuglia non si trovasse troppo distante da Mirteto. I tre malviventi erano appena arrivati nella frazione e probabilmente volevano mettere a segno diversi colpi. Volevano entrare in quell’appartamento perché conoscevano il proprietario e sapevano della sua disponibilità economica. Perché? Gli è andata male, a uno di loro è andata malissimo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini