La manifestazione
La Provincia dice no ai “No” ed è polemica
Negato l’uso della Sala della Resistenza a Cgil, Anpi e Arci. Il presidente Poletti: «Rifiutati anche altri»
CARRARA. Si sono visti opporre un no senza tentennamenti dalla Provincia quando hanno chiesto di poter utilizzare la sala della Resistenza per un’iniziativa per la campagna sul referendum costituzionale del 4 dicembre. Così le tre sigle richiedenti del fronte del “No”, Cgil, Anpi e Arci, hanno espresso sconcerto per un rifiuto che ritengo infondato ed inaccettabile, lesivo dell’agibilità democratica garantita dalla costituzione».
Per il presidente della provincia facente funzione Davide Polettila questione sta più nel campo della coerenza. Negata a uno la sala, negata a tutti. La Provincia insomma vuole mantenere un profilo distaccato. «Io ho un mandato molto limitato – spiega Poletti – dunque la mia intenzione è di andare in continuità con quanto fatto finora. Altri ci hanno chiesto la sala e abbiamo comunque opposto un rifiuto. Non c’è nessun pregiudizio nei confronti del fronte del no, che rispetto».
Non è un no ai “No”, insomma. Anzi, anche a richieste arrivate dall’alto è stato opposto un diniego. «Ci ha contattato anche la segreteria del ministro Andrea Orlando per un’iniziativa per il “Sì” e abbiamo risposto allo stesso modo. Così come ad altri soggetti di entrambi gli schieramenti».
Questa la ricostruzione dei promotori dell’incontro. «Lo scorso 3 novembre, con largo anticipo, avevamo avanzato una richiesta a nome e per conto delle tre organizzazioni per effettuare un'iniziativa nella sala».
La risposta con il no non si è fatta aspettare. «A distanza di qualche giorno purtroppo abbiamo ricevuto una nota a firma del dirigente Francesco Loricchio, che negava l'utilizzo della sala adducendo motivazioni per noi infondate ed inaccettabili e che rischiano di essere lesive dell'agibilità democratica dalla costituzione. Nella nota si legge infatti "si ritiene di non poter concedere l'utilizzo della sala, tenuto conto del carattere politico della riunione in relazione alla campagna referendaria in corso, non rientrante, a giudizio dello scrivente, nelle fattispecie per le quali il relativo regolamento prevede la possibilità della concessione in uso».
Non convince nemmeno l’argomento del rifiuto per tutti. «Dalla provincia aggiungono che è stata negata "di fatto" anche ad altri soggetti come se la cosa fosse di per sé meno grave. A chi è stata negata, a voce? Simili argomentazioni non trovano alcun fondamento nel regolamento di utilizzo della sala ma sono frutto solo di una valutazione arbitraria del Dirigente che ci pare piuttosto dettata da indicazioni politiche di opportunità anziché dal merito (rispetto del regolamento provinciale)».
«La prima volta fu negata a Casapound - ricorda Poletti - sotto la presidenza di Osvaldo Angeli. Da allora si decise che quella sala non avrebbe ospitato manifestazioni politiche».
L’iniziativa del comitato per il no si svolgerà comunque il 29 novembre in un’altra sede. (l.r.d.)
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