Il Tirreno

«Siamo isolati», protesta dal sindaco

«Siamo isolati», protesta dal sindaco

Dieci famiglie bloccate da due settimane a Metti di Podenzana. Varese non si tira indietro: «Capisco questa gente»

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METTI DI PODENZANA. Ieri mattina una quindicina di persone da località Metti di Podenzana, sul versante lunigianese del Comune, si sono recate presso il palazzo comunale per protestare con il sindaco Riccardo Varese per la situazione in cui sono costrette da ormai due settimane. A Metti di Podenzana vivono 10 famiglie e queste sono isolate dal resto del mondo dalle ore 23 di sabato 5 novembre, giornata in cui il maltempo, con piogge abbondanti e, soprattutto, vento forte, martellava incessantemente il territorio lunigianese: a farne le spese era la strada comunale che conduce alla minuscola località podenzanese, strada che veniva letteralmente via per un tratto di 15 metri, trascinata a valle da diverse querce che si erano sradicate dal terreno a seguito dell'azione incessante di pioggia e vento.

Quindi, ci sono circa 30 persone che guardano con una certa apprensione all'avvicinarsi dell'inverno, in una piccola comunità in cui vivono diversi anziani, e una quindicina di loro sono andate ieri mattina in municipio per dire al primo cittadino di Podenzana che "così non va, così non si può andare avanti. «I disagi non mancano, tutti noi dobbiamo fare la spesa», dice all'unisono chi ha i capelli bianchi da quelle parti . Perché se è pur vero che le auto sono a disposizione a monte della frana, è altrettanto vero che devono essere percorsi anche 300 metri a piedi, magari sotto la pioggia, per raggiungerle.

Ed è lo stesso Varese a non tirarsi indietro di fronte alle rimostranze dei cittadini, ai quali, però, ha detto di avere le mani legate a causa delle ristrettezze economiche dettate dal bilancio comunale, ristrettezze che lo hanno costretto a chiedere aiuto alla Regione Toscana: «La gente di Metti è venuta qui a lamentarsi - spiega Varese - e la capisco. Infatti, se non si fa qualcosa al più presto e prima che cadano nuove piogge, potrei essere costretto a chiudere anche il passaggio pedonale per Metti. Ed è per evitare un simile epilogo che giovedì prossimo sarò a Firenze a mezzogiorno, assieme al consigliere regionale Giacomo Bugliani, per incontrare l'assessore regionale alla difesa del suolo, Federica Fratoni. Potremmo intervenire sulla frana come Comune con lo strumento della somma urgenza, ma, purtroppo, il bilancio comunale non ci consente di farlo - aggiunge Varese - a causa delle difficoltà in cui ci troviamo, anche perché occorrono almeno 350mila euro per sistemare la strada, dove adesso si sta muovendo anche un muro di sassi, che potrebbe staccarsi definitivamente se dovesse piovere di nuovo con una certa violenza».

Inoltre, il sindaco di Podenzana torna all'attacco sul mancato rispetto delle sue ordinanze passate che imponevano ai proprietari dei terreni ai bordi delle strade comunali di tagliare piante e alberi che potessero interferire con la sede stradale, sottolineando che «per quanto concerne il grave smottamento di Metti, abbiamo trovato ben 23 proprietari del bosco in cui si è verificata la frana. Di questi alcuni sono vivi, altri sono morti, quindi ben si comprende quanto sia difficile intervenire nei loro confronti. Sarebbe anche il caso di cambiare le leggi in materia, visto che quella attuale è una vergogna, poiché non ci consente - fa notare Varese - di agire direttamente contro i proprietari dei terreni, ma di assumere una ditta per fare i lavori al posto loro, addebitandogli poi le spese».

Gianluca Uberti

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