Il Tirreno

«Non diamo la colpa al comitato Carnevale»

Fausto Cenderelli mette le mani avanti: il capannone appartiene al Comune, spetta a lui la pulizia

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MARINA DI CARRARA. «Adesso non si incolpi il comitato Carnevale per la questione dei topi alla scuola Paradiso!» Mette le mani avanti Fausto Cenderelli, uno dei membri storici del comitato, interpellato sull'argomento.

Il comitato che organizzava il Carnevale di Marina e che usava il capannone posto dietro le scuole Paradiso grazie a una convenzione stipulata con il Comune con cui l'Amministrazione metteva a disposizione dell'associazione quello spazio per allestire i carri, non è più attivo da diversi anni: « Sono tre o quattro anni che non organizziamo più il carnevale, a causa della difficoltà a reperire i fondi ma soprattutto perché mancava la gente, i volontari; fintanto che usavamo il capannone, cercavamo di tenere pulito-puntualizza Cenderelli- ma adesso non lo usiamo più e poi il capannone appartiene al Comune, spetta a lui fare pulizia: noi siamo solo un'associazione senza scopo di lucro e non abbiamo i soldi per pagare una ditta che pulisca e l'unico responsabile ufficiale per il comitato è il presidente del comitato che ha 90 anni». Cenderelli incalza e fa presente che il problema dei topi c'era già nel 1998 quando si costituì il comitato:«Facendo pulizia in quell'area, una volta anche noi trovammo un topo, talmente grosso che sembrava un gatto, ma il problema non si può circoscrivere a quel capannone, tutta quella zona, dietro la scuola, dove si trova non solo il capannone, ma anche altri edifici sporchi, vecchi e per lo più disabitati e dove c'era anche la sede dell'Auser, il sindacato dei pensionati, è sporca e abbandonata a sé stessa». Fausto Cenderelli si riferisce alla zona attraversata dalla vietta che da viale Galilei entra dentro fino a portare all'entrata posteriore della scuola; l'area, chiamata ex campo-profughi, è costituita da una struttura costruita nel dopoguerra per ospitare i civili istriani e fiumani in fuga dalla Jugoslavia di Tito ma che adesso, secondo Cenderelli, avrebbe bisogno di un'opera di bonifica: «e il Comune e deve pulire». (fra.vatt.)

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